5 x 1000

La legge n. 124/2017 art. 1 comma 125, prevede l'obbligo per le ONLUS di pubblicare sui propri siti o portali l'importo delle sovvenzioni pubbliche ricevute.

A tal fine provvediamo a riportare gli importi relativi al 5 per mille incassati a partire dall'anno 2014.

Anno di incasso - quota 5 x 1000 incassata

2014 € 9.361,65

2015 € 9.062,55

2016 € 11.554,11

2017 € 10.861,90

2018 € 11.493,56

 

Isiolo in crescita con zone di povertà nascoste

Isiolo in crescita con zone di povertà nascoste.

Se visiti Isiolo per la prima volta puoi avere l'impressione di un centro alquanto caotico, un gran movimento di persone a piedi, con l'asino, in bici, moto rumorose, macchine e matatu – mini bus che sfrecciano . Un mercato con bancarelle di frutta, verdura, scarpe e vestiti usati e gli oggetti più impensati. Trovi pure negozi ordinati e puliti e anche un notevole numero di banche. C'è pure un aeroporto con tanto di intestazione INTERNAZIONALE. E questo è sicuramente un segno che Isiolo, in un prossimo futuro, potrebbe avere un notevole sviluppo. Se ti inoltri in certe viuzze, a prima vista nascoste ti appaiono i segni di un certa povertà più o meno evidente, ma presente. Ecco un esempio vissuto di recente nella nostra scuola. Durante la vacanza scolastica nel mese di aprile le nostre suore hanno organizzato un mini campo scuola di circa dieci giorni nel tentativo di offrire un momento di incontro educativo a bambini che abitualmente vivono prevalentemente sulla strada. Hanno frequentato 145 bambini dai due ai dodici-tredici anni. Non ti sorprendere a due anni i bambini di Isiolo sono più che svegli e sono veloci come i dik-dik, una specie di piccoli cerbiatti, simpaticissimi. Tenendo conto dell'età e per facilitare sia la relazione che l'opportunità di offrire qualche contenuto educativo, i bambini sono stati suddivisi in 4 gruppi, dai più piccoli ai più grandi. Il primo giorno un gruppetto di bambini ha dimostrato poco interesse ai giochi. Alla domanda per cui non volevano partecipare, ecco la risposta pungente: "E' da ieri che non mangiamo!". Vista la situazione, prima di congedarli si è provveduto a dare loro il necessario per la cena. Al terzo giorno erano già più pimpanti e partecipi. Questa situazione ci interpella a trovare qualche modalità affinché questi piccoli abbiano il necessario per vivere e la possibilità di frequentare la scuola.

Suor Lucia Mainardi, aprile 2019

 

Isiolo Chechelesi in festa

Isiolo Chechelesi in festa

In questo tempo il Kenya è in apprensione il rapimento di Silvia, la giovane volontaria che stava lavorando con tanto entusiasmo, e l' attentato terroristico a Nairobi che ha provocato panico con morti e feriti. Auspichiamo e preghiamo che questo anno riservi almeno qualche sorpresa gradita per tutti.

A Isiolo Chechelesi il 29 Dicembre u.s. la nostra comunità e tutta la Parrocchia ha vissuto un momento di festa per la Professione Perpetua di Sr. Paula. Alla celebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo, hanno partecipato diversi Sacerdoti, parecchie Suore di diversi Istituti venute dai dintorni e dalla capitale. Le Novizie e le Aspiranti insieme al gruppo liturgico del luogo hanno animato il tutto con festose danze, accompagnate dal canto possente di due cori. Dopo il pranzo i vari gruppi ci hanno intrattenuti ancora con mimi, canti e danze coinvolgendo anche i presenti. A conclusione un gradito e veloce temporale ha rinfrescato tutti prima del ritorno a casa.

 

Con tutto il CUORE

Carissimi amici della missione di Isiolo

Forse leggere questi auguri farà sentire dentro di voi una vocina che dice "è scontato che a Natale ci dica grazie per il bene che abbiamo fatto per questo si ricevono i soliti banali auguri" ...non ditemi che appena è comparso questo post, nella vostra mente è passato velocemente questo pensiero. Ma poiché siete ancora educati e buoni lo avete subito rimosso e avete permesso ai vostri occhi di scorrere le righe stampate qui di seguito. Avete ragione: non è facile ringraziare e augurare Buon Natale senza cadere nella banalità e soprattutto nel "già detto". Ma non so se ci riuscirò a non essere "scontata", però vorrei che sentiste il mio grazie venire veramente dalle mie "viscere" cioè da quella parte intima di noi stessi che, nel linguaggio biblico, indica il grembo capace di provare amore e compassione verso gli uomini, capace di generare vita per il solo fatto di amare. Ecco da dove viene la mia riconoscenza e il mio augurio di Buon Natale, da quella parte profonda di me stessa che desidera generare vita per il solo fatto di dire Grazie. Grazie a te che pensi ancora ai bambini della nostra Missione e grazie anche a te che sei provato dalla vita ma nonostante ciò continui a sostenerci con la tua amicizia e la tua preghiera. Grazie perché ci siete e la vostra presenza è speranza per noi e certezza di futuro per i bambini e i ragazzi della nostra Missione... Grazie allora per le vostre viscere di amore generoso e solidale!

E il mio grazie si fa augurio di Buon Natale perché a Natale nasce la fonte di ogni bene, a Natale siamo raggiunti dal dono per eccellenza che è il Signore Gesù. In Lui il mio piccolo grazie si trasformi in ricchezza di benedizione e di grazie per la vostra vita e per quella dei vostri cari.

Con tutto il ❤️.

Suor Giovanna Sartori, Madre Generale

 

Riforma sistema scolastico in Kenya

Riforma sistema scolastico in Kenya

Dopo trentadue anni viene mandato in pensione il vecchio sistema, denominato 8-4-4 ed entra in vigore un più complesso ma moderno 2-6-3-3-3-3. Si tratta di due anni di "Preparatory School", dai 4 ai 6 anni, questo vuol dire che la Scuola Materna diviene obbligatoria. I bambini non devono né leggere, né scrivere quanto piuttosto socializzare ed essere creativi. Seguono poi sei anni di scuola primaria inferiore, con l'apprendimento di kiswahili, linglese, grammatica e matematica, nonché scienza, studi sociali e attività agricole. La primaria superiore comprenderà Kiswahili, Inglese, Matematica, Scienze della casa, Agricoltura, Scienza e Tecnologia, Arti Creative (artigianato, artigianato e musica), Educazione civica, Educazione Fisica e Sanitaria. Altri studi sociali (cittadinanza, geografia e storia) con l' opzione di una lingua straniera (francese, tedesco, cinese e arabo). L'opzione di fondo è di passare da un apprendimento meno mnemonico alla capacità di socializzare, scoprire ed essere desiderosi di conoscere. Le nostre due scuole Nursery School ( Scuola Materna) e Primary School sono attualmente molto impegnate per attuare il nuovo ordinamento scolastico. Nel dicembre 2017 le due Suore Direttrici hanno partecipato ad un corso specifico per comprendere bene la portata del cambiamento e i vari passaggi che bisognerà attuare. E soprattutto come predisporre l'aggiornamento degli Insegnanti. In più bisognerà aggiungere la nona classe. Dopo la scuola dell'obbligo seguono tre anni di superiori generiche, tre di superiori specifiche e infine tre di università

Il nuovo programma di studi richiederà una spesa considerevole per dotare gli insegnanti delle competenze e degli strumenti necessari . Ciò è dovuto al fatto che l' apprendimento comprenderà per lo più sessioni pratiche. Da parte nostra cercheremo di continuare il nostro sostegno sia con la stima e l'incoraggiamento sia a con contributi fattivi.

Suor Lucia

 

PREOCCUPAZIONI DEI VESCOVI IN KENYA

PREOCCUPAZIONI DEI VESCOVI IN KENYA

"Siamo profondamente preoccupati per gli atti incostituzionali commessi sia dal governo sia dall'opposizione" affermano i Vescovi del Kenya in una dichiarazione giunta all'Agenzia Fides.

I Vescovi chiedono in primo luogo il rispetto della libertà dei media, ad una settimana dalla chiusura di tre delle più importanti emittenti televisive private imposta dal governo per impedire la trasmissione in diretta della cerimonia di investitura come Capo dello Stato di Raila Odinga, lo sfidante al Presidente Uhuru Kenyatta nelle elezioni del 26 ottobre (vedi Fides 30/1/2018).

La chiusura dei media "è in se stessa un tentativo regressivo e deliberato per erodere i provvedimenti positivi che il Paese e la sua popolazione hanno stabilito nella Costituzione come contratto sociale" sottolineano i Vescovi, che ricordano che la libertà di stampa è garantita dall'articolo 34 della Costituzione e dai diversi trattati internazionali ratificati dal governo del Kenya.

Questa mattina, 5 febbraio, la polizia ha disperso con i gas lacrimogeni un centinaio di dimostranti che cercavano di dirigersi verso gli uffici del governo nel centro di Nairobi per chiedere la riapertura delle tre emittenti televisive chiuse.

"Sia l'opposizione sia il governo desistano da ogni forma di incitamento che potrebbe approfondire le divisioni tra la popolazione del Kenya" chiedono i Vescovi, che lanciano un appello "alle agenzie statali e ai singoli pubblici ufficiali di rispettare i principi e lo spirito della Costituzione, i diritti umani e le libertà fondamentali".

I Vescovi concludono invitando i keniani a riunirsi il 10 febbraio nell'Arcidiocesi di Kisumu per avviare la campagna per la quaresima 2018, il cui tema è "Riconciliazione per la coesistenza pacifica e integrazione nazionale ... Giustizia per tutti". (L.M.) (Agenzia Fides 5/2/2018)

 

Natale 2017

 

Natale 2017

Gentili sponsor della Missione delle Suore di Santa Maria di LORETO, siamo grati ad ognuno di voi per l'aiuto e la generosità con cui continuate a sostenere l'opera missionaria della nostra Congregazione religiosi in Kenya. La Missione vive grazie alla Vostra generosità che, anche in questi anni difficili per tutti, non è mai mancata. Tante gocce riempiono un oceano, solo che nella nostra civiltà moderna le cose piccole non fanno rumore. Pensiamo che sia necessario continuare con umiltà, spirito di sacrificio e soprattutto tanto amore da regalare a questi bambini che ogni giorno si affacciano con fiducia alle porte della Missione. Con questo spirito gentili sponsor, facciamo a voi e ai vostri cari i migliori auguri di buon Natale e buone feste.

Congregazione Suore Santa Maria di Loreto


 

Una bella e toccante testimonianza...

Una bella e toccante testimonianza...

A distanza di quattro anni, sono tornata in Kenya, a Isiolo. Al mio fianco in questo "viaggio", Massimo, Simona e Carmen. "I moschettieri del sorriso" ci hanno soprannominati, perché la nostra "piccola" missione, era di portare il sorriso tra i bambini e i ragazzi della missione. Con un gran sorriso stampato sulle labbra e impresso sul cuore, oserei dire MISSIONE COMPIUTA!!!!!!

Siamo rientrati da tre settimane, e in molti mi hanno chiesto se sono tornata o se sono ancora là...io credo che da qualunque viaggio non si torni mai veramente...e quando il viaggio assume i contorni di "una missione", tornare interi è ancor più difficile...faticoso...

Mi chiedono di raccontare, e lo faccio...a sprazzi racconto ciò che in quel momento mi torna alla mente. Dono a chi mi domanda, piccoli pezzettini di storie che altro non sono se non la realtà che ogni giorno, le persone incontrate affrontano. Avrei tanto da dire e da scrivere...Vorrei dire dello tsunami di stupore che ci ha travolti quando abbiamo "dispiegato" il telone paracadute nel cortile della Nursery...Della gioia dei piccolini nel giocare con delle piccole e dissetanti goccioline di pioggia...Della gara a sedersi sulle nostre ginocchia...Delle loro corse incontro alle nostre braccia aperte ad accoglierli in un abbraccio infinito...Di mani che non finiscono mai ed esplorano ogni centimetro di pelle, ogni capello...Di bimbi scalzi che camminano su sassi e spine...Di bimbi piccoli che gattonano sulla terra arsa dal sole con addosso una maglietta lacera e sbrindellata...Di pianti inconsolabili e di sorrisi che hanno il sapore della gioia...Dei tanti fazzoletti consumati a forza di pulire moccoli...Delle risate davanti alle nostre gag e delle loro bocche spalancate in un'espressione di stupore davanti alle nostre magie...Della loro velocità nell'apprendere...Del loro "ricordarsi" di me, Big Show, a quattro anni di distanza...Del loro aspettarci all'uscita da scuola per un ballo, un canto, un gioco, un abbraccio, una carezza...Posso dirvi delle suore, della loro instancabile missione giornaliera e di vita e dei loro racconti, che sono stati per noi pane quotidiano e fonte di insegnamento...Posso dirvi della diffidenza di tanti adulti ma allo stesso tempo dell'accoglienza di tanti altri per ciò che abbiamo saputo "donare" ai bambini, gioco, coccole, attenzioni, tre vocaboli che non fanno parte del loro vocabolario, perché in Africa quando nasci, devi saperti arrangiare...Posso dirvi dei tramonti africani, dei milioni di stelle, della terra rossa che ti si appiccica addosso e diventa una seconda pelle, del vento così forte che fatichi a camminare...Del succo dei limoni che ci dissetava, della dolcezza dei frutti di quella terra così arida e spinosa ma allo stesso tempo feconda...Posso dirvi della sintonia che ha legato me e i miei compagni, permettendoci di donare piccoli straordinari attimi di felicità, un po' come quando metti in bocca una caramella! Posso dirvi della tenerezza che i bambini hanno saputo donarci e che, è andata a risvegliare certe "corde" del nostro cuore...Posso dirvi di un paese, il Kenya, in crescita, dove però aumenta sempre più il divario tra poveri e ricchi, proprio come una forbice che si allarga sempre più...Posso dirvi di una città, Isiolo, dove aumenta la crescita demografica, dove aumenta il numero delle baracche e dove tra una baracca e l'altra, spuntano da dietro alti muri circondati da filo spinato, vere e proprie ville...Posso dirvi di strade asfaltate e della luce che finalmente è arrivata in tutta la città...Sorrido al pensiero delle antenne che ho visto fissate sui tetti delle capanne nel villaggio di Kisima...Sorrido nel pensare all'aeroporto di Isiolo inaugurato da pochissimo, con lo scopo principale di trasportare la Miraa (una droga locale) in Somalia e in altri paesi...Posso dirvi di un paese, il Kenya, dalle mille contraddizioni, ricoperto dai rifiuti, corrotto, dove capanne, case, baracche stanno in piedi non so come...Dove le donne lavorano la terra, vanno a fare legna, fanno chilometri a piedi per prendere l'acqua, portano al pascolo le capre, fanno figli, mandano avanti la famiglia e la casa e di uomini seduti ai bordi delle strade in attesa di non so cosa...Posso dirvi del brutto e del caos che accompagnano chi viaggia per le strade del Kenya, ma allo stesso tempo della bellezza di questo paese, dei suoi colori, sapori, suoni, rumori, profumi, odori...Bello e brutto sono in perfetto equilibrio e rendono questo paese, ai miei occhi, straordinario...Potrei dirvi ancora tanto ma non potrò mai dirvi tutto, perché c'è tutto un mondo di emozioni e sensazioni che si sono depositate là, in un angolino del cuore e là chiedono di rimanere, in sintonia con i battiti e il respiro...

Simona

 

QUALCOSA SI MUOVE

In mezzo a questo scatenarsi di violenze, attacchi terroristici e sciagure varie, ogni tanto si apre uno spiraglio di iniziative, che seppur piccole a confronto dei problemi immani, aprono alla speranza. E' come un minuscolo seme che porta in sé una forza feconda che fa germogliare vita.

Un bene comune da rispettare.

A Nairobi, per mano degli studenti, si sono verificati diversi atti incendiari ai danni di numerosi istituti scolastici, scuole e dormitori. Da una prima indagine la questi atti non andrebbero intesi come ribellione alle nuove regole disciplinari introdotte nelle scuole dal Ministro dell'istruzione, ma provocati dalla presenza di terzi che incitano gli studenti a questi gesti vandalici. Si tratta quindi di individuare queste persone e di riuscire a isolare gli autori di questi violenze. Da parte dei Vescovi c'è profonda preoccupazione e insieme alle istituzioni civili hanno rivolto un appello ai Keniani perché riflettano sulla situazione morale della nazione e cerchino, soprattutto in famiglia a instillare nei giovani il senso di appartenenza e il rispetto per il bene comune, che coincide anche con il bene per se stessi. Tutto questo denuncia dei vuoti di valori morali, di cui tutti sono responsabili, dalle istituzioni pubbliche alla singola famiglia e quindi bisogna saper lavorare in sinergia, per favorire una crescita non solo intellettuale,ma soprattutto morale dei giovani che sono il futuro della nazione.

Aumentata consapevolezza della dignità femminile.

Alcune organizzazioni hanno avviato un lavoro non facile di sensibilizzazione, che non si può più dilazionare, perché anche in Kenya ci sono ancora zone dove si praticano le mutilazioni femminili. Oltre ad essere assai dolorose molte volte possono causare infezioni mortali, perché avvengono in contesti di assenza igienica. Non è facile da estirpare tale pratica perché risale a tempi immemorabili ed è connessa ad ataviche credenze. Si tratta di illuminare la donna sul senso della sua dignità , di sfatare certi tabù e guardare alla sessualità umana con obiettività e conoscenza scientifica. Ma ancor più è l'uomo che va aiutato a capire che una donna può presentarsi al matrimonio molto più bella e attraente se rispettata nella sua integrità e non manomessa per interventi dall'esterno. Diversi gruppi di adolescenti, sostenute anche dalle loro madri hanno deciso di non sottoporsi a questi riti iniziatici, anche se al momento non tutti applaudono. C'è ancora molta resistenza, ma sappiamo che certi cambiamenti si verificano lentamente e anche una semplice incrinatura può rappresentare un salutare avvio per lasciare spazio al nuovo. E' quello che auspichiamo di tutto cuore.

L'unione fa la forza.

Questo proverbio non cessa di essere vero un po' ovunque e in tanti campi. Eccone un piccolo ma significativo esempio. Nel prossimo mese di ottobre a Nairobi ci sarà un convegno a cui parteciperanno più di centosessanta suore provenienti da circa dieci paesi africani, per una conferenza di due giorni organizzata da una fondazione Panafricana. Il confronto verterà sul tema: Il segreto per lo sviluppo sostenibile in Africa. L'evento sarà preceduto dalla celebrazione eucaristica presieduta dal Nunzio apostolico in Kenya e Sud Sudan. L'obiettivo è quello di riuscire a deliberare insieme a diverse istituzioni finanziarie e organizzazioni non governative, un lavoro comune per lo sviluppo in Africa. Ci auguriamo che il convegno possa avere un "dopo" effettivo.

 

Auguri

Carissimi Sponsor, con l'avvicinarsi della Santa Pasqua vi inoltriamo gli auguri più cordiali da parte di tutta la Congregazione Suore di Santa Maria di Loreto e ne approfittiamo per darvi alcune notizie riguardanti la Missione di Isiolo e le adozioni a distanza da voi sostenute:

- in questi primi mesi dell'anno Isiolo sta vivendo un grande momento di siccità che ha messo "al tappeto" i raccolti, di conseguenza anche i costi dei beni alimentari sono in aumento causando non pochi disagi a tutta la popolazione e alla stessa Missione

- la scuola della Missione chiude per il mese di aprile e riaprirà ad inizio maggio (vi ricordo che in Africa le scuole seguono un calendario diverso da quello a cui siamo abituati noi occidentali. Le lezioni durano tre mesi poi un mese di ferie e così via, quindi aprile, agosto e dicembre sono mesi di chiusura

- in questo periodo in Missione è stata presente una tirocinante che ha potuto rifare le foto a molti dei bambini presenti nella scuola quindi nelle prossime settimane contiamo di potervi inviare la nuova foto del ragazzo/a che state sostenendo

- vi ricordiamo l'appuntamento con la scelta del 5 per mille. In questi anni il vostro aiuto è stato fondamentale per la continuazione della nostra attività. Vi rinnoviamo pertanto l'invito a volerci sostenere anche quest'anno utilizzando questa forma che non comporta oneri ulteriori da parte di chi la utilizza. E' sufficiente firmare nel riquadro: "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale..." della vostra dichiarazione dei redditi (CU/Modulo 730/Modello Unico) riportando il codice fiscale della MISSIONE ANGELI ONLUS - 94033240022

- nelle prossime settimane qualcuno di voi verrà ricontattato via mail o telefonicamente in quanto all'inizio dell'anno le Suore in Africa, verificando gli elenchi degli iscritti, ci segnalano quali sono i bambini/e che non sono più in Missione per diversi motivi (trasferimento, termine studi, iscrizione non effettuata o altri motivi). Vi preghiamo pertanto di controllare la mail e rispondere semplicemente se vi interessa proseguire con altra adozione nel caso che il bambino sia uscito dalla Missione. In questo caso sarà nostra cura inviarvi la nuova scheda con il nuovo numero da riportare nella causale dei prossimi versamenti.

Auguriamo quindi una Santa e serena Pasqua a tutti...

 

UNA BELLA TESTIMONIANZA...

UNA BELLA TESTIMONIANZA...

Cari amici e cari sponsor, mi permetto di riportare E CONDIVIDERE con voi alcune considerazioni personali che mi sono fatto vivendo questa bellissima esperienza.

Sono stato ad Isiolo dal 23 maggio al 2 giugno 2016

Non è facile tirare delle conclusioni di questa esperienza. Resta la sensazione di aver visto un "altro mondo". Un mondo dove il sorriso lascia il posto alla rabbia e alla tristezza "occidentale", i colori caldi e luminosi fanno da cornice a questa allegria che è ben rappresentata anche nelle funzioni religiose, che non durano i canonici 45 minuti nostri, ma vanno ben oltre con canti e balli. Vedendo le tante scuole, i tanti centri di accoglienza e le tante missioni, si ha l'impressione che siano tanti coloro che aiutano, ma si coglie anche chiaro il bisogno di ancora molta solidarietà.

Sono popoli che hanno cultura diversa dalla nostra occidentale. Per loro vale "il piatto di riso oggi...domani vediamo"... è ancora lunga la strada per aiutarli nel progettare un futuro per l'Africa. I giovani possono studiare. Le missioni cattoliche sono frequentate anche da mussulmani, c'è una convivenza pacifica tra le varie religioni e le varie etnie. In generale questo era un periodo tranquillo, anche se qualcuno già pensava al prossimo anno quando ci saranno le votazione del Presidente del Kenya e ci si aspettano degli scontri tra le varie fazioni politiche.

Isiolo è una città in pieno sviluppo, solo pochi anni fa la transafricana era una strada completamente dissestata ora invece è asfaltata e ben percorribile. Si vedono i paradossi del luogo, case nuove vicino a capanne di paglia: sono presenti ospedali. La gente del posto ci dice che la corruzione soprattutto tra le forze dell'ordine è però molto sviluppata. C'è insomma ancora molto da lavorare, ma gli aiuti arrivano e si trasformano in benefici per le persone per l'istruzione e l'alimentazione. La forma delle adozioni a distanza è uno strumento di grande aiuto. Continuate a diffondere questa forma di solidarietà... può dare un futuro a questa terra.

Ho visitato per la Missione delle Suore di Loreto e ho potuto ammirare l'ordine, la pulizia, lo stile sobrio ma determinato delle suore che fanno un grande lavoro con questi ragazzi che hanno nelle scuole. Le suore sono anche benvolute dai "vicini di casa" mussulmani, ne ho avuto prova quando una sera si è fermata la gip delle suore in una strada buia e piena di buche, in un attimo intorno a noi si sono radunate 10/15 persone di qualsiasi etnia o religione per darci una mano.... È stato commovente, non me lo dimenticherò....

Vercelli, 28/11/2016

 

5 PER MILLE PRO ADOZIONI LORETO

5 PER MILLE PRO ADOZIONI LORETO - DA CONDIVIDERE

Con l'avvicinarsi della scadenza per la presentazione del Mod. 730/Unico, ci permettiamo di ricordare a tutti voi, già sostenitori della Missione delle Suore di Loreto in Kenya, di sostenere la nostra opera missionaria anche con la vostra firma in calce al modello 730 per destinare il 5 x 1000 a favore di MISSIONE ANGELI ONLUS

È davvero semplice:

1- compila il modulo 730, il CU oppure il Modello Unico;

2- firma nel riquadro: "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale..."

3- indica il codice fiscale di MISSIONE ANGELI ONLUS 94033240022

Grazie di cuore da parte della Congregazione Suore di Santa Maria di Loreto.

Un saluto cordiale a tutti voi

 

PICCOLI "GENI" CRESCONO...

PICCOLI "GENI" CRESCONO...

Siamo contenti di condividere con voi questa soddisfacente e bella notizia.

In Kenya nel mese di dicembre, al termine dell'anno scolastico, vengono pubblicati i risultati degli esami relativi all'ottava classe con la quale gli scolari concludono la scuola primaria, ossia la scuola dell'obbligo, dopo di che chi ha voti discreti e possibilità economiche può continuare la Scuola Secondaria.

Una delle Agenzie telefoniche del Kenya ha stanziato un fondo, o come diciamo noi, delle borse di Studio, per ragazzi che hanno ottimi risultati, ma che a causa delle difficoltà economiche della famiglia difficilmente potrebbero frequentare la scuola secondaria. Tale iniziativa è conosciuta con il nome M-PESA FOUNDATION.

Un ragazzo della nostra scuola, che per riservatezza lasciamo anonimo, ha riportato il punteggio più alto nel distretto di Isiolo e ha ottenuto tale borsa di studio. Poiché il ragazzo oltre a essere orfano di entrambi i genitori, ha seri problemi di salute e a causa della scarsità di mezzi dei parenti difficilmente potrebbe ottenere le cure di cui necessita, ha ottenuto una sponsorizzazione totale che gli permetterà di coprire tutte le spese mediche, oltre che per lo studio e il mantenimento personale di cibo, vestiario ecc. Inoltre risiederà in una struttura educativa, tipo college e quindi potrà frequentare una scuola qualificata.

Dal 28 marzo al 1 aprile p.v. insieme a tutti i ragazzi che , come lui, hanno riportato ottimi risultati scolastici nei diversi County del Kenya ( corrispettivi alle nostre regioni), sarà ospite della moglie del Presidente Uhuru Kenyatta presso la STATE HOUSE in Nairobi.

Mentre ci congratuliamo per l' opportunità che gli è offerta, lo accompagniamo con l'auspicio di mettere a frutto tutte sue capacità per un futuro di bene per lui e del suo paese.

Sr. Lucia Mainardi

 

TI VOGLIO BENE, I CARE YOU

Carissimi amici,

che ci seguite attraverso i potenti mezzi di comunicazione e che vi lasciate toccare il cuore dalle immagini che vi arrivano dalla missione dove le suore di Loreto operano insieme a tanti fratelli di buona volontà, cristiani e non cristiani, ma tutti accumunati dall'unico desiderio di rendere più bella e vivibile l'esistenza di tanti fratelli e sorelle più in necessità, è a tutti voi che voglio rivolgere il mio saluto e augurio di buon anno...anche se in ritardo. E vi saluto proprio da questa terra africana, che è il Kenya, nella quale mi trovo per far visita alle comunità qui presenti.

E vengo a voi con lo sguardo di tanti bambini che ho incontrato per strada in questi giorni, occhi incorniciati da un musetto a volte pulito a volte ricamato dalle " candele" che scendono dal loro nasino.

Ma vengo a voi anche con il saluto e la stretta di mano di tante persone, giovani e adulte, che con quella stretta di mano hanno voluto dire la loro riconoscenza per quello che si fa per loro.

In questa stretta di mano io ho sentito la vostra mano aperta per donare e ora presa in quella del fratello dark che può donare solo un festoso grazie.

Eh sì, perché qui tutto è accompagnato dalla festa, dal canto e da quei gridolini esultanti - che solo il suono della voce di questi fratelli e sorelle sa fare- .

Che bello incontravi tutti in questa stretta di mano del fratello e della sorella di colore diverso ma con la nostra stessa anima. Certo non ci conosciamo, io non so quale volto avete voi e voi non sapete quale volto ho io,e nemmeno vedete il volto di questi fratelli, ma certo tutti, noi e loro, abbiamo il volto del cuore e dell'amore, perché solo così si può essere fratelli gli uni gli altri. Non importa il colore o la religione, non importa se le tasche sono piene o vuote: l'amore chiede di essere accolto e donato per se stesso, se poi questo amore si trasforma in qualcosa di concreto: asante Mungo, grazie Signore!

Loro ci regalano la loro stretta di mano e un sorriso splendente, per i bellissimi denti bianchi che mostrano, e noi regaliamo qualcosa che la vita ci ha donato in più rispetto a loro ... anche questo è un dare e avere, non certo secondo le logiche umane o economiche ma certamente secondo la logica della fraternità e della condivisione.

Sapete: io ho un brutto difetto, quando mi metto a scrivere non smetto più e rischio di fare anche delle prediche, belle o brutte non so, ma so che quando parlo di certi problemi mi lascio andare! Ed è quello che sto facendo, spinta dal desidero di condividere quello che mi sta regalando questo paese e che voglio regalare a voi, perché ne fate parte a pieno titolo. Spero mi perdoniate se sono sovrabbondante, e se avete ancora voglia di sentirmi vorrei dirvi di quei bambini la cui madre si è impiccata perché pensava di aver ucciso la sua mamma, oppure di quegli altri bambini che mi hanno fatto vedere al mercato e che sono i cosiddetti bambini di strada: non hanno nessuno e alla sera dormono dove capita. In questi giorni sta piovendo molto. Io mi sono vergognata di dormire in un posto al sicuro e protetto dalla pioggia, ma che ne sarà stato di quei bambini? E che dire poi della signora che lavora da noi e che arriva sovente con un occhio pestato perché il marito ubriaco l'ha picchiata? E quella mamma, malata di AIDS, abbandonata dal marito con quattro figli? Vuole un lavoro e viene a bussare alla missione, ma quanti ce ne sono come lei che non hanno nulla e che cercano in missione, perché lì c'è sempre qualcuno che cerca di fare qualcosa per loro! E questo qualcuno sono delle donne, giovani e meno giovani, di colore diverso, vestite di beige, con uno strano "cappello" in testa che si chiama velo e che, con un sorriso, a volte però anche un po' serie, fanno il possibile per far diventare realtà l'impossibile.

Devo continuare? Forse ne avete abbastanza di sentire cose brutte, ma Isiolo non è solo questo. Isiolo è anche la riconoscenza che ieri sera ho visto nel volto di un gruppo di persone che sono venuti a dirmi che senza le suore loro, i loro figli e il loro quartiere non sarebbe stato così! Non è bello tutto questo?

Vi svelo un segreto: a volte anche le suore si scoraggiano e si chiedono se ha un senso quello che stanno facendo, perchè i poveri - sono sì gli amati del Signore - ma sono anche molto esigenti e non ne hanno mai basta e sembra anche che a loro tutto sia dovuto, perciò è comprensibile se un po' viene da scoraggiarsi! E ci si scoraggia pure quando aiuti tanti giovani a studiare e poi ti girano le spalle! Ve la prendereste un pò anche voi, vero?

E allora, se qualche volta qualcuno viene e vi dice: "Thank you sister per quello che hai fatto" non è bello? Credo sia felice anche il Signore!

E questa semplice parola, detta ogni tanto, diventa per le suore le ali che mettono ai piedi per continuare a correre in su e giù per la missione, di andare al cancello, di portare soccorso a qualcuno, insomma di dire a quei fratelli, con la loro vita e i loro gesti concreti: "TI VOGLIO BENE, I CARE YOU".

Ecco, ieri sera, per la prima volta, ho visto questo e mi sono rallegrata perchè vuol dire che le suore di Loreto sono sulla strada giusta e che il Signore le sta benedicendo.

Ma vorrei condividere ancora una cosa con voi e poi vi saluto veramente, ho già abusato troppo della vostra pazienza.

Dovete sapere che quando questo popolo fa qualcosa di pubblico, anche se in privato

come ieri sera nella casa delle suore, fanno tanti discorsi. Si inizia sempre (anche nelle grandi celebrazioni civili come quella che ho visto alla televisione in occasione del Jamhuri day) con la preghiera e poi tutti devono dire qualcosa.

E anche ieri sera di cose ne hanno dette tante (quelle di cui vi ho accennato sopra) ma il succo era di ringraziare la Mother General per le suore (e, tra parentesi, anche di chiedere qualcosa, ma lasciamo da parte questo). Quando finalmente anch'io ho potuto dire la mia, ho detto grazie per la loro presenza, per il loro impegno, per tutto quello che facevano per la loro gente, e ho concluso che non è a me che dovevano dire grazie ma, prima di tutto al Signore (e questo lo hanno fatto ampiamente) e poi a ciascuno di voi che, pur da lontano, vi fate vicini a loro con il vostro aiuto,qualunque esso sia.

A questo punto, dato che è a voi che devono dire grazie, condivido anche quello che hanno portato loro per dimostrare la loro riconoscenza e cioè una bella gallina (viva, si intende), dei bellissimi pomodori e poi qualche altro frutto. Siete contenti di questi regali? Mi sono però permessa, anche a nome vostro, di lasciarli alle suore: ho pensato che un bel brodo di gallina qualche volta le farà bene. E a noi farà bene sapere che loro possono essere in forma per continuare a lavorare a nome di tutti noi.

E concludo veramente con una immagine che avreste potuto vedere nella cappella delle suore di Isiolo a natale: Gesù che, come fiore, spunta dal cuore di una pianta, che per noi è Maria, la Vergine santa che ha permesso a Dio di usare il suo grembo perché il Figlio Suo potesse venire nel mondo e dirci: "Dai, fratelli miei e figli di Dio Padre, provate ad amarvi gli uni gli altri. Perché non cercate di perdonare a chi vi ha fatto qualcosa, sapeste che festa fa il Padre mio e Padre vostro quando ci si dona la misericordia! Se amate solo quelli che vi amano è troppo facile, provate a superare voi stessi e ad amare chi vi sta antipatico o chi vi ha fatto uno sgarbo! Lo so è difficile, anch'io ho avuto un momento di fatica quando mi è stato chiesto di amarvi fino in fondo; ho infatti chiesto a mio Padre: "Padre se puoi allontana da me questo calice", ma poi ho pensato a tutti voi e allora ho concluso: "non la mia ma la tua volontà sia fatta"! Che ne dite di provare anche voi, forse non vi è chiesto di dare proprio la vita nel modo con cui l'ho data io, ma se già fate qualcosa al più piccolo dei vostri fratelli sappiate che l'avete fatto a me e se già vi perdonate di cuore sarete beati, come sarete beati se vi farete operatori di pace amandovi gli uni gli altri come vi ho amato io!".

Che bello, fratelli e sorelle, quello che ci sta dicendo Gesù! Sì l'ho scritto io ma provate ad aprire il vangelo e vedrete che tutto questo lo troverete, anzi ancora di più: troverete il fiore da tutti atteso invocato sperato, fiore di luce nel nostro deserto, cioè Gesù che a Natale è venuto e viene continuamente, perché ogni natale sia per noi un passo in avanti nella ricchezza di Lui e del suo amore.

Ecco: quel Bambino Gesù adagiato sua una pianta di agave, segno del suo fiorire dalla radice santa che è Maria e offrirsi a noi quale fiore di luce, si offre anche e soprattutto a quei bambini la cui mamma è morta, e agli altri che non hanno una baracca dove andare a ripararsi e agli altri, agli altri, agli altri ancora....

Gesù a natale è venuto in particolare per loro, forse loro non lo sanno ma lo troveranno nella forza che gli permette di andare avanti nel deserto della loro esistenza.

Vi piace pensare in questo modo a Gesù? Spero proprio di sì, perché a me dona molta gioia e speranza.

Ed è con questa gioia e speranza che voglio concludere questo mio scritto, che ormai si è fatto lungo, lungo, ma dove ho cercato di far palpitare il mio cuore e soprattutto quello dei fratelli e sorelle di questa terra del Kenya. Spero di esservi riuscita un pochino, il resto lo sentirete facendo in questo modo: provate a fare un po' di silenzio dentro di voi e attorno a voi, mettetevi in ascolto del battito del vostro cuore, usate un po' di immaginazione e ditemi se insieme al suono del vostro cuore non sentite anche quello di coloro che vi hanno stretto la mano e in quella mano hanno fatto passare tutto quello che avevano: il loro stesso cuore!

Buon Anno cari amici del web

Buon anno da tutti gli amici grandi e piccoli di Isiolo

a firma di una musungo che porta nel cuore l'Africa

ma anche ogni paese dove c'è un fratello e una sorella che tendono la mano, non solo per prendere ma anche per stringersi in una stretta carica di sorrisi e amicizia

P.s. Sapete io ho anche un altro debole, mi piace Mafalda (se non la conoscete bene vi consiglio di farne la conoscenza) e, questa bambina ribelle e senza peli sulla lingua, dice:

SE NON RIUSCITE AD AMARVI GLI UNI CON GLI ALTRI

PROVATE

AD AMARVI GLI ALTRI CON GLI UNI!

Habari my friends di internet

 

 

Notizie da suo Gio

Carissimi amici,

che ci seguite attraverso i potenti mezzi di comunicazione e che vi lasciate toccare il cuore dalle immagini che vi arrivano dalla missione dove le suore di Loreto operano insieme a tanti fratelli di buona volontà, cristiani e non cristiani, ma tutti accumunati dall’unico desiderio di rendere più bella e vivibile l’esistenza di tanti fratelli e sorelle più in necessità, è a tutti voi che voglio rivolgere il mio saluto e augurio di buon anno…anche se in ritardo. E vi saluto proprio da questa terra africana, che è il Kenya, nella quale mi trovo per far visita alle comunità qui presenti. E vengo a voi con lo sguardo di tanti bambini che ho incontrato per strada in questi giorni, occhi incorniciati da un musetto a volte pulito a volte ricamato dalle “ candele” che scendono dal loro nasino.

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Ma vengo a voi anche con il saluto e la stretta di mano di tante persone, giovani e adulte, che con quella stretta di mano hanno voluto dire la loro riconoscenza per quello che si fa per loro. In questa stretta di mano io ho sentito la vostra mano aperta per donare e ora presa in quella del fratello dark che può donare solo un festoso grazie. Eh sì, perché qui tutto è accompagnato dalla festa, dal canto e da quei gridolini esultanti - che solo il suono della voce di questi fratelli e sorelle sa fare. Che bello incontravi tutti in questa stretta di mano del fratello e della sorella di colore diverso ma con la nostra stessa anima. Certo non ci conosciamo, io non so quale volto avete voi e voi non sapete quale volto ho io,e nemmeno vedete il volto di questi fratelli, ma certo tutti, noi e loro, abbiamo il volto del cuore e dell’amore, perché solo così si può essere fratelli gli uni gli altri. Non importa il colore o la religione, non importa se le tasche sono piene o vuote: l’amore chiede di essere accolto e donato per se stesso, se poi questo amore si trasforma in qualcosa di concreto: asante Mungo, grazie Signore! Loro ci regalano la loro stretta di mano e un sorriso splendente, per i bellissimi denti bianchi che mostrano, e noi regaliamo qualcosa che la vita ci ha donato in più rispetto a loro….anche questo è un dare e avere, non certo secondo le logiche umane o economiche ma certamente secondo la logica della fraternità e della condivisione. Sapete: io ho un brutto difetto, quando mi metto a scrivere non smetto più e rischio di fare anche delle prediche, belle o brutte non so, ma so che quando parlo di certi problemi mi lascio andare! Ed è quello che sto facendo, spinta dal desidero di condividere quello che mi sta regalando questo paese e che voglio regalare a voi, perché ne fate parte a pieno titolo. Spero mi perdoniate se sono sovrabbondante, e se avete ancora voglia di sentirmi vorrei dirvi di quei bambini la cui madre si è impiccata perché pensava di aver ucciso la sua mamma, oppure di quegli altri bambini che mi hanno fatto vedere al mercato e che sono i cosiddetti bambini di strada: non hanno nessuno e alla sera dormono dove capita. In questi giorni sta piovendo molto. Io mi sono vergognata di dormire in un posto al sicuro e protetto dalla pioggia, ma che ne sarà stato di quei bambini? E che dire poi della signora che lavora da noi e che arriva sovente con un occhio pestato perché il marito ubriaco l’ha picchiata? E quella mamma, malata di AIDS, abbandonata dal marito con quattro figli? Vuole un lavoro e viene a bussare alla missione, ma quanti ce ne sono come lei che non hanno nulla e che cercano in missione, perché lì c’è sempre qualcuno che cerca di fare qualcosa per loro! E questo qualcuno sono delle donne, giovani e meno giovani, di colore diverso, vestite di beige, con uno strano “cappello” in testa che si chiama velo e che, con un sorriso, a volte però anche un po’ serie, fanno il possibile per far diventare realtà l’impossibile.

Devo continuare? Forse ne avete abbastanza di sentire cose brutte, ma Isiolo non è solo questo. Isiolo è anche la riconoscenza che ieri sera ho visto nel volto di un gruppo di persone che sono venuti a dirmi che senza le suore loro, i loro figli e il loro quartiere non sarebbe stato così! Non è bello tutto questo? Vi svelo un segreto: a volte anche le suore si scoraggiano e si chiedono se ha un senso quello che stanno facendo, perchè i poveri - sono sì gli amati del Signore - ma sono anche molto esigenti e non ne hanno mai basta e sembra anche che a loro tutto sia dovuto, perciò è comprensibile se un po’ viene da scoraggiarsi! E ci si scoraggia pure quando aiuti tanti giovani a studiare e poi ti girano le spalle! Ve la prendereste un pò anche voi, vero?

E allora, se qualche volta qualcuno viene e vi dice: “Thank you sister per quello che hai fatto” non è bello? Credo sia felice anche il Signore! E questa semplice parola, detta ogni tanto, diventa per le suore le ali che mettono ai piedi per continuare a correre in su e giù per la missione, di andare al cancello, di portare soccorso a qualcuno, insomma di dire a quei fratelli, con la loro vita e i loro gesti concreti: “TI VOGLIO BENE, I CARE YOU”.

Ecco, ieri sera, per la prima volta, ho visto questo e mi sono rallegrata perchè vuol dire che le suore di Loreto sono sulla strada giusta e che il Signore le sta benedicendo. Ma vorrei condividere ancora una cosa con voi e poi vi saluto veramente, ho già abusato troppo della vostra pazienza.

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Dovete sapere che quando questo popolo fa qualcosa di pubblico, anche se in privato come ieri sera nella casa delle suore, fanno tanti discorsi.

Si inizia sempre (anche nelle grandi celebrazioni civili come quella che ho visto alla televisione in occasione del Jamhuri day) con la preghiera e poi tutti devono dire qualcosa. E anche ieri sera di cose ne hanno dette tante (quelle di cui vi ho accennato sopra) ma il succo era di ringraziare la Mother General per le suore (e, tra parentesi, anche di chiedere qualcosa, ma lasciamo da parte questo). Quando finalmente anch’io ho potuto dire la mia, ho detto grazie per la loro presenza, per il loro impegno, per tutto quello che facevano per la loro gente, e ho concluso che non è a me che dovevano dire grazie ma, prima di tutto al Signore (e questo lo hanno fatto ampiamente) e poi a ciascuno di voi che, pur da lontano, vi fate vicini a loro con il vostro aiuto,qualunque esso sia. A questo punto, dato che è a voi che devono dire grazie, condivido anche quello che hanno portato loro per dimostrare la loro riconoscenza e cioè una bella gallina (viva, si intende), dei bellissimi pomodori e poi qualche altro frutto. Siete contenti di questi regali? Mi sono però permessa, anche a nome vostro, di lasciarli alle suore: ho pensato che un bel brodo di gallina qualche volta le farà bene. E a noi farà bene sapere che loro possono essere in forma per continuare a lavorare a nome di tutti noi. E concludo veramente con una immagine che avreste potuto vedere nella cappella delle suore di Isiolo a natale: Gesù che, come fiore, spunta dal cuore di una pianta, che per noi è Maria, la Vergine santa che ha permesso a Dio di usare il suo grembo perché il Figlio Suo potesse venire nel mondo e dirci:

“Dai, fratelli miei e figli di Dio Padre, provate ad amarvi gli uni gli altri. Perché non cercate di perdonare a chi vi ha fatto qualcosa, sapeste che festa fa il Padre mio e Padre vostro quando ci si dona la misericordia! Se amate solo quelli che vi amano è troppo facile, provate a superare voi stessi e ad amare chi vi sta antipatico o chi vi ha fatto uno sgarbo! Lo so è difficile, anch’io ho avuto un momento di fatica quando mi è stato chiesto di amarvi fino in fondo; ho infatti chiesto a mio Padre: “Padre se puoi allontana da me questo calice”, ma poi ho pensato a tutti voi e allora ho concluso: “non la mia ma la tua volontà sia fatta”! Che ne dite di provare anche voi, forse non vi è chiesto di dare proprio la vita nel modo con cui l’ho data io, ma se già fate qualcosa al più piccolo dei vostri fratelli sappiate che l’avete fatto a me e se già vi perdonate di cuore sarete beati, come sarete beati se vi farete operatori di pace amandovi gli uni gli altri come vi ho amato io!”.

Che bello, fratelli e sorelle, quello che ci sta dicendo Gesù! Sì l’ho scritto io ma provate ad aprire il vangelo e vedrete che tutto questo lo troverete, anzi ancora di più: troverete il fiore da tutti atteso invocato sperato, fiore di luce nel nostro deserto, cioè Gesù che a Natale è venuto e viene continuamente, perché ogni natale sia per noi un passo in avanti nella ricchezza di Lui e del suo amore.

Ecco: quel Bambino Gesù adagiato sua una pianta di agave, segno del suo fiorire dalla radice santa che è Maria e offrirsi a noi quale fiore di luce, si offre anche e soprattutto a quei bambini la cui mamma è morta, e agli altri che non hanno una baracca dove andare a ripararsi e agli altri, agli altri, agli altri ancora….

Gesù a natale è venuto in particolare per loro, forse loro non lo sanno ma lo troveranno nella forza che gli permette di andare avanti nel deserto della loro esistenza. Vi piace pensare in questo modo a Gesù? Spero proprio di sì, perché a me dona molta gioia e speranza. Ed è con questa gioia e speranza che voglio concludere questo mio scritto, che ormai si è fatto lungo, lungo, ma dove ho cercato di far palpitare il mio cuore e soprattutto quello dei fratelli e sorelle di questa terra del Kenya.

Spero di esservi riuscita un pochino, il resto lo sentirete facendo in questo modo: provate a fare un po’ di silenzio dentro di voi e attorno a voi, mettetevi in ascolto del battito del vostro cuore, usate un po’ di immaginazione e ditemi se insieme al suono del vostro cuore non sentite anche quello di coloro che vi hanno stretto la mano e in quella mano hanno fatto passare tutto quello che avevano: il loro stesso cuore!

 

Buon Anno cari amici del web

Buon anno da tutti gli amici grandi e piccoli di Isiolo a firma di una musungo che porta nel cuore l’Africa

ma anche ogni paese dove c’è un fratello e una sorella che tendono la mano, non solo per prendere ma anche per stringersi in una stretta carica di sorrisi e amicizia

P.s. Sapete io ho anche un altro debole, mi piace Mafalda (se non la conoscete bene vi consiglio di farne la conoscenza) e, questa bambina ribelle e senza peli sulla lingua, dice:

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PROGRESSO E ZONE D’OMBRA

PROGRESSO E ZONE D'OMBRA

Il Kenya è un paese così variegato che presenta ogni volta sorprese positive e problematiche.

Comunicazioni.

La viabilità sta notevolmente migliorando, con la costruzione di nuove strade, anche a lunga percorrenza, come ad esempio quella che porta da Nairobi ad Isiolo e prosegue poi quasi fino ai confini con Somalia ed Etiopia. Oppure quella che conduce dalla capitale all'aeroporto che a sua volta si sta ampliando con nuovi padiglioni e la ristrutturazione di quelli distrutti dall'incendio di qualche anno fa. La linea area si sta affermando tanto da essere definita "Kenya Airways, the Pride of Africa": "Orgoglio dell'Africa". Così pure le linee telefoniche si stanno diffondendo in tutto il paese. Si sta pensando ora alla linea ferrovia, per il momento quasi inesistente. E' infatti in azione soltanto un tratto che va da Nairobi a Mombasa, ma rischia di essere insignificante a confronto dell'ampiezza del paese, dove il trasporto sia passeggeri che merce viene effettuato da pullman e camion non sempre sicuri. Gli incidenti sono infatti frequenti, con molti decessi e feriti ogni anno.

1

Scuole.

Quest'anno per la prima volta, non è stata pubblicata la graduatoria ufficiale delle scuole. Fino ad ora era abituale al termine dell'anno scolastico, ossia nel mese di dicembre, pubblicare non solo i risultati degli scolari che avevano riportato i voti più alti, ma in base appunto ai vari punteggi ottenuti, si faceva una classifica delle scuole migliori per cui c'era sempre il "Number One". L'attuale Ministro della cultura ha ritenuto opportuno abolire la pubblicazione di tale classifica in quanto si era innescata una competizione esagerata tra gli istituti, per arrivare primi. Infatti allo scopo di avere risultati sempre più alti, sia da parte degli insegnanti che degli stessi genitori, in diversi casi si costringeva lo studente a ripetere l'anno nel tentativo di migliorare, anche se aveva già raggiunto la sufficienza. Anche la nostra scuola ha riportato buoni risultati con soddisfazione da parte degli insegnanti e prima di tutti dei ragazzi e dei loro genitori.

2

Sicurezza.

Purtroppo come tanti altri paesi africani anche il Kenya non è esente da possibili attacchi terroristici soprattutto dai cosidetti Shaabab, un gruppo terroristico somalo che ha già effettuato vere stragi. Il governo ha emanato una nuova legge a questo riguardo. Non sono in grado di valutare se opportuna o meno. E' comunque importante che sia stata presa in considerazione e si cerchi qualche modalità più efficace. Il giorno di Natale, proprio per la frequenza alle celebrazioni religiose, tutti i luoghi di culto pubblici erano presidiati, così pure i centri commerciali, gli aeroporti e tutti quei luoghi dove era previsto un afflusso di gente. Credente ataviche. Nonostante il progresso tecnologico sia evidente, con risultati positivi nella vita quotidiana, in alcuni villaggi dove permane compatta la cultura di certe tribù, perdurano delle credenze, con effetti devastanti e irrazionali. Una di queste è senza dubbio quella delle "Streghe". Esistono addirittura "I cercatori di streghe", che si sentono investiti del ruolo e del diritto di individuare le persone che risultano un pericolo per tutto il clan, in quanto detengono dei poteri malefici. Secondo i loro criteri quando una persona, specialmente la donna, viene ritenuta e definita "strega", tutto i gruppo ha il diritto di condannarla a morte e il più delle volte, subisce una morte terribile perché viene bruciata viva.

 

In fondo cosa ci vuole per mettere le ali a un sogno?

ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE...è una testimonianza bellissima

In fondo cosa ci vuole per mettere le ali a un sogno?

Il mio sogno si chiamava Oliver Edonga, e aveva il sapore dell'Africa. Ed è bastata una telefonata alla Madre per mettere le ali al mio sogno...un pomeriggio di fine luglio...in volo per la Missione, in volo per Isiolo...con il naso rosso appeso al collo e nel cuore tutte le persone che fino a quel giorno hanno camminato con me per preparare questa missione. E quando sono arrivata all'aeroporto di Nairobi e ho incontrato lo sguardo di Suor Maria Luisa, mi sono sentita a casa.

E' stata una parentesi breve quella trascorsa a Isiolo, solo quindici giorni, le mie ferie estive. Ma in quindici giorni si può imparare tanto e conoscere e capire e cambiare la visione delle cose.

La prima cosa che balza agli occhi quando si è là, è che la vita in Africa comincia prestissimo, e la gente cammina...sempre...instancabilmente. Camminano gli uomini in cerca di lavoro. Camminano gli anziani. Camminano le donne per andare a prendere l'acqua, a fare la legna, a comprare qualcosa da mangiare se ne hanno la possibilità. Camminano i bambini e i ragazzi per andare a scuola.

E quando i contorni del paesaggio si tingono di rosa e mamma Africa saluta il nuovo giorno, ecco arrivare i primi bambini, alla Nursery school; nella loro divisa verde i maschietti, nei vestitini rosa e bianchi a quadretti le bambine. Alcuni indossano berretti e cappellini di lana per difendersi dall'inverno africano e non se li tolgono nemmeno in classe! Alla spicciolata arrivano tutti i piccolini, che correndo sotto il porticato e in cortile, riempiono l'aria del loro vociare gioioso e festante, fino al suono della campanella, quando corrono in classe e aspettano pazientemente che venga distribuita loro la colazione, una tazza calda fumante di Jugi, un semolino semidenso fatto con diverse farine e dal buon contenuto nutrivo che riempie (ho provato io stessa) i piccolini fino all'ora del pranzo. La loro giornata trascorre serena, tra disegni, giochi, corse in cortile, voli in altalena, arrampicate e discese sullo scivolo, fino all'ora del pranzo. Che bello vederli entrare in classe, prendere la loro tazza colorata riempita d'acqua, sedersi a tavola davanti alle loro ciotole d'acciaio e gustarsi il pasto. Quando entro in una delle classi per fotografarli e mi guardano con quei loro occhioni, grandi e neri e dolci, non posso fare a meno di amarli uno per uno! Poi, come fossero già degli adulti depongono tazza e ciotola sul carrello e si preparano per il sonnellino pomeridiano. C'è chi dorme sdraiato sui materassini, chi semplicemente seduto sulle seggioline di legno, ai tavoli. C'è chi si addormenta con la matita in mano, chi con la testa appoggiata a quella del compagno, e c'è chi non dorme ma rispetta il sonno degli altri. E poi arriva l'ora della sveglia e ancora del gioco; e infine l'ora di tornare a casa.

Leggi tutto...
 

LA NOSTRA STORIA...

.vi voglio riproporre la storia della nostra missione,forse a qualcuno era sfuggita...Maurizio

LA NOSTRA STORIA...

PER UNA PRESENZA CHE EDUCA E PREPARA ALLA VITA

SUORE DI S.MARIA DI LORETO

Immaginiamo un puntino in un gigantesco mappamondo chi lo noterebbe? Nessuno. Questo era Isiolo, circa cinquant'anni fa, un piccolo distretto del Kenya situato in piena savana, un crocevia di tribù che vive di pastorizia e qualche espediente per tirare avanti. La cosa più evidente è la povertà e l'aridità del terreno. L' immagine più viva, rimasta in me, la prima volta che vi andai è quella delle spine, spine e spine ovunque, anche l'erba punge.

Eppure questa terra è diventata feconda di bene e di sviluppo, grazie al primo Missionario Don Luigi Locati, diventato, dopo lunghi anni di lavoro, Vescovo del luogo e ucciso nel luglio 2005. Questo infaticabile lavoratore nella vigna del Signore ad un certo punto avverte la necessità di avere delle collaboratrici e così il 10 dicembre 1977 tre Suore di Santa Maria di Loreto partono da Vercelli per una sconosciuta e affascinante avventura missionaria.

La sorella infermiera trova immediatamente lavoro nel piccolo dispensario dove una lunga fila di gente attende, soprattutto mamme con i bambini: malaria e infezioni intestinali sono all'ordine del giorno e molte volte fatali.

Un'altra sorella comincia a occuparsi dei piccoli sotto un albero in attesa che sia pronta una semplice ma accogliente scuola Materna. La sorella più anziana, che ha svolto molti anni a insegnare ed educare centinaia di giovani, intuisce subito la difficoltà di alcuni bambini, che per la povertà subita, rischiano di restare emarginati e così ogni giorno li raduna insieme nel tentativo di svegliare un po' la loro intelligenza e tirare fuori le loro capacità, ma in mancanza di aule scolastiche va benissimo il materiale immediatamente disponibile :seduti a terra con un bastone si leviga il terreno e con lo stesso bastoncino, che serve da penna, ecco i primi tentativi di scrittura.

Ma come insegnare catechismo, se non ci sono né libri e tanto meno bibbie in Kiswali? Senza pensarci troppo comincia a tradurre, su fogli di quaderno, i primi elementi della fede cristiana.

Con la benedizione del Signore e l'apporto generoso di molte persone la Missione arriva ad avere una sua struttura con personale anche locale.

Nel frattempo le nostre suore iniziano a visitare le famiglie situate nella periferia, in particolare nella zona di Chechelesi, dove la povertà è ancora maggiore e soprattutto non ci sono scuole e perciò i bambini più piccoli non fanno altro che scorazzare tutto il giorno sulla strade. Che fare? La scuola materna risulta la necessità più urgente.

Trovare il terreno non è così difficile, perché la popolazione collabora a tal scopo. Ma i mezzi per portarla avanti? Ecco le adozioni a distanza. Il generoso e prezioso contributo di tante persone ha rappresentato e rappresenta tuttora il pilastro, senza del quale tale Scuola non potrebbe sussistere. La Scuola Materna offre notevoli vantaggi, ma al termine i bambini si ritrovano nuovamente senza educazione e senza maestri. Le famiglie sollecitano le suore per dare avvio anche alla Scuola Primaria comprendente otto classi, come da noi Elementari e Medie insieme. Si inizia con le prime classi fino ad arrivare gradualmente all'ottava.

Attualmente la Scuola Materna accoglie circa 200 bambini. Alcuni sono mattinieri e arrivano da lontano e talora senza colazione, perciò verso le nove a tutti viene dato il cosiddetto Jugi, una specie di semolino, fatto con diverse farine che hanno un buon contenuto nutritivo. E poi il pasto consueto.

Nel tentativo di migliorare il livello educativo, una nostra giovane suora Keniana ha conseguito la specializzazione secondo il Metodo Montessori. Tale Metodo educativo-didattico ideato da questa famosa pedagogista Italiana è molto apprezzato in Kenya. Dopo il richiesto tirocinio, la nostra suora quest'anno potrà conseguire anche l'attestato con riconoscimento a livello internazionale.

La Scuola Primaria comprende attualmente circa 500 studenti e risulta una delle più qualificate del distretto. La direzione è affidata alle suore mentre gli insegnanti sono tutti locali. La preparazione degli insegnanti è migliorata notevolmente negli ultimi decenni, ma di norma si tende ad imporre una disciplina severa. Il nostro compito educativo va quindi rivolto non solo ai ragazzi, ma anche agli insegnanti , perché secondo il nostro stile, che si ispira alla Famiglia di Nazareth, desideriamo che i ragazzi crescano in sapienza e grazia, capaci di fare delle scelte libere e consapevoli e una volta adulti siano in grado di prendersi delle responsabilità anche a livello sociale. Il lavoro è notevole, in quanto non è facile cambiare mentalità. Ci vuole una pazienza a tutta prova, tanto più che in quella zona c'è una notevole presenza di musulmani, i quali apprezzano la nostra scuola per la serietà di insegnamento, ma l'attaccamento alle loro tradizioni permane forte.

In questi trent'anni alcune giovani hanno avvertito la chiamata alla vita Consacrata. Per il momento sono un piccolo numero, ma speriamo che possa crescere ed essere fecondo. Per favorire la loro formazione abbiamo aperto, da qualche anno, una casa a Nairobi.

Dal 2012, a Kibirichia, nella diocesi di Meru, abbiamo una nuova comunità, con tre sorelle africane, due dalla Tanzania e una di Isiolo. La zona è molto verde, e prevale il lavoro agricolo. Se la pioggia arriva regolare , la campagna è molto fertile. Qui abbiamo privilegiato il lavoro pastorale nella parrocchia. Non pensate a un piccolo centro, come in certi nostri paesi . E' molto estesa perché oltre alla chiesa centrale, ci sono le cosi dette Outstation, una specie di cappelle sparse a notevole distanza una dall'altra, e ci vogliono diverse settimane per riuscire a visitarle tutte, soprattutto alla domenica. Possiamo dire che le suore fungono un po' da "viceparroco".

Tutto questo è stato realizzato e può continuare grazie all'apporto generoso di moltissime persone, che danno il loro appoggio con gesti di stima, di affetto, di incoraggiamento, di preghiera e nel sostenere economicamente alcuni progetti specifici, soprattutto con le adozioni a distanza.

Un grazie grande e caloroso a tutti costoro, con la certezza che il Signore li ricolmerà delle sue benedizioni, come solo Lui sa fare.

Sr. Lucia Mainardi

Suore di S.Maria di Loreto

 

5x1000

Cari amici e amiche,

ecco una possibilità per sostenere il percorso educativo (comprensivo di un pasto quotidiano) dei bambini e delle bambine che frequentano la scuola di Isiolo (Kenya) delle suore di Santa Maria di Loreto:

mettere la vostra Firma per il

5 x 1000 A FAVORE DELLA FONDAZIONE ONLUS MISSIONE ANGELI.

Cod.Fiscale 94033240022

Non vi costa niente, ma sarà tanto per i tanti bisogni e necessità dei bambini e delle bambine di Isiolo.

Grazie per la Vs. firma e per la firma che riuscirete a far fare ad amici, familiari e conoscenti.

 

--------------

La legge n. 124/2017 art. 1 comma 125, prevede l'obbligo per le ONLUS di pubblicare sui propri siti o portali l'importo delle sovvenzioni pubbliche ricevute.

A tal fine provvediamo a riportare gli importi relativi al 5 per mille incassati a partire dall'anno 2014.

anno di incasso - quota 5 x 1000 incassata

2014 € 9.361,65

2015 € 9.062,55

2016 € 11.554,11

2017 € 10.861,90

2018 € 11.493,56

 

NOTIZIE DA SUOR GIOVANNA

 

Giugno 2013 - Notizie da Isiolo

Isiolo, detta "Porta del Deserto" è oggi una città variegata sia per la presenza di parecchie tribù, sia per il dinamismo sollecitato dai bisogni primari di sopravvivenza di molta gente: dai "gruppi di anziani" che cercano di tramandare la loro sapienziale esperienza alle nuove generazioni, dal ceto medio che gestisce l'economia e anche il potere politico e da una "marea" di giovani e bambini che tramite l'istruzione cerca di prepararsi un futuro migliore.

Il desiderio di migliorare la qualità della vita e dei rapporti sociali ha dato, in questo periodo frutti positivi. Infatti la serena convivenza e il rispettoso svolgersi delle elezioni presidenziali, il clima di distensione e la volontà di collaborazione tra le diverse etnie sono segni di maturità che stimolano i cittadini a superare altre difficoltà quali l'alta mortalità di giovani e bambini, causata dall'AIDS e dalla malaria.

In questo contesto, anche noi Suore di S. Maria di Loreto, attraverso la Scuola Materna ed elementare, offriamo l'opportunità per una crescita umana, morale, sociale ed intellettuale grazie al contributo che vi perviene dagli amici della "Missione Angeli" e di tante persone generose.

Il clima che si respira nelle nostre Scuole è familiare. Cerchiamo infatti che ogni persona possa sentirsi a casa propria senza distinzione se non dei ruoli di lavoro. Cerchiamo di promuovere il rispetto verso tutti, la libertà di espressione, fondati sulla ricerca della verità, della giustizia e della pace.

Recentemente alcuni membri della Commissione Scuola della CEK ( Conferenza Episcopale del Kenya), in visita alle scuole cattoliche, ha espresso grande apprezzamento per la promozione umana che cerchiamo di inculcare attraverso l'educazione, nel rispetto della scelta religiosa di ognuno.

Un esempio di fraternità che ci ha commesso, è avvenuto l'anno scorso quando il clima di convivenza pacifica è stato bruscamente messo a dura prova per rivalità tribali dovute a ruberie di bestiame, uccisione di persone e incendi delle abitazioni. In quel frangente il pronto intervento delle Forse dell'ordine ha calmato gli animi, ma i disagi dei senza tetto erano seri, anche per le piogge che rendevano difficili i soccorsi.

A scuola abbiamo organizzato una raccolta di generi di prima necessità e di denaro per poter aiutare le famiglie bisognose. C'è stata una generosità collettiva molto grande e in tal modo le famiglie in difficoltà hanno avuto un primo sostegno, accolto con gratitudine.

Sono piccoli, ma preziosi passi che consolidano i rapporti, valorizzano la ricchezza della diversità tribale e confermano che si può vivere in pace e nella condivisione.

Sr. Giovanna Boino

 

NOTIZIE DA SUOR LUCIA

Piccoli segni per una rinnovata speranza

L'ultimo viaggio in Kenya tra marzo e aprile 2013, anche se breve, ha permesso di scoprire qualcosa di nuovo di questo popolo così variegato e complesso.

Il rifacimento della viabilità, con la costruzione di nuove strade, programmato dal precedente Governo comincia a dare qualche buon esito. Ci sono infatti diversi cantieri in atto un po' dovunque e in particolare nella capitale. E' stata iniziata anche una lunghissima strada che dovrebbe attraversare quasi tutto il paese dal sud fino al confine con Somalia ed Etiopia. Tale strada è già arrivata ad Isiolo e un tratto passa davanti alla nostra Scuola Materna. Non è tutto perfetto, ma almeno non ci sono le buche di prima, per cui il viaggio da Nairobi a Isiolo è ora meno disagevole e molto più veloce .

I ragazzi della Primary School continuano a frequentare con impegno, anche se non mancano i "furbetti", come in tutto il mondo, che sanno escogitare sempre nuovi stratagemmi per mettere in difficoltà gli insegnanti o esonerarsi dall'impegno di studiare sodo, come l'ultima trovata di andare di nascosto nell'orto a prendere la canna da zucchero. Ma il tutto è finito "amaramente" perché il guardiano li ha prontamente scovati intenti a gustarsi quella leccornia dolcissima.

La Scuola Materna ha un ritmo più tranquillo, senza l'assillo di dover a tutti i costi portare a termine i programmi governativi con i rispettivi esami.

Un popolo che prega

Eravamo alla vigilia dell'insediamento del nuovo Presidente: grandi preparativi per i festeggiamenti, misti ad ansia e timore per la minaccia di eventuali attacchi terroristici o comunque possibili disordini per provocare panico. Grazie a Dio tutto si è svolto nella tranquillità.

Arriviamo in città di buon mattino, nel tentativo di evitare il traffico, quasi sempre caotico, delle ore di punta. Verso le sei e trenta entriamo in Cattedrale, sperando che ci sia opportunità di partecipare alla celebrazione Eucaristica; con mia grande sorpresa mi ritrovo in mezzo a tanta gente, come se fosse un giorno festivo. E alla S. Messa seguente altrettanti uomini, donne, adulti e giovani che prima di andare al lavoro, in ufficio o all'università, si fermano a pregare con composta dignità e visibile senso religioso.

Di fronte a questa scena mi viene spontaneo un moto di speranza e una immagine promettente benedizione e pace, come un immenso campo con evidenti segni di violenza, guerra, fame, soprusi, povertà frammischiati a piccoli segnali di vita nuova, costruita sulla fraternità, la collaborazione, l'aiuto reciproco, perché l'altro non è più un nemico da temere o qualcuno da scavalcare per farsi strada.

Ma non finisce qui. Visto che non era ancora possibile disbrigare le varie commissioni previste chiedo alla mia consorella di poter vedere la cappella dell'Adorazione, attigua alla Cattedrale, che non avevo ancora visitato. Ci credete che alle sei del mattino si espone il Santissimo e fino a sera c'è gente in preghiera? Verso le sette e trenta in quella minuscola cappella c'era almeno una quarantina di persone: chi faceva una breve visita, chi si fermava a lungo anche con la Bibbia in mano o un altro libro, oppure rimaneva in ginocchio in silenziosa adorazione.

Mi pareva che ognuno avesse fatte proprie le parole di Pietro: "Signore, da chi andremo, tu solo hai parole di vita eterna". E nello stesso tempo, questa visione mi pareva piccolo segno di conferma che la Risurrezione di Cristo Gesù ha dato all'umanità e alla storia una svolta decisiva di novità: siamo incamminati verso la Vita che nessuno e niente ci potrà togliere.

Sr. Lucia Mainardi

 

LA NOSTRA SCUOLA A ISIOLO

LA NOSTRA SCUOLA A ISIOLO

Al limite della savana sorgono due edifici maestosi, moderni e ben attrezzati, si possono definire un fiore all'occhiello per l'ultima cittadina del Nord-Est del Kenya ed è la "St. Mary of Loreto Nursery e Primary School".

Ogni giorno in queste due spaziose aree si avvicendano, alternando ai momenti di impegno silenzioso e di pausa festosa, oltre settecento alunni.

La struttura della scuola materna corredata dal servizio di mensa, salone multiuso, servizi igienici, da cinque aule e da spaziosi cortili ospita gli alunni dai 3 ai 6 anni ed è attrezzata per le esigenze di crescita di questa età, perciò, materiale didattico ed orario sono scanditi da attività diverse con possibilità di gioco e di manipolazione.

L'ultimo anno è già una vera e propria preparazione alla scuola dell'obbligo; i bambini apprendono alcuni elementi di lettura e di scrittura. Tutti frequentano molto volentieri e si sentono inseriti nell'ambiente come a casa propria.

La scuola elementare ospita poco più di 500 alunni di ogni ceto sociale appartenenti a diverse tribù e confessioni religiose; essi sono divisi in 16 classi. Così ogni giorno dalla 1^ alla 8^ questo consistente numero di studenti, guidati da 24 insegnanti, attendono alla loro formazione seguendo i programmi ministeriali.

Il tempo delle lezioni è scandito dal suono della campanella ogni 45'.

L'impegno da parte di tutti è grande perché il programma è vasto e deve essere esaurito in tempo utile; infatti al termine di ogni trimestre, gli alunni hanno i test di valutazione con cui si determina la loro preparazione progressiva e, se il risultato sarà positivo anche nell'ultimo esame, essi saranno ammessi alla classe successiva.

L'attività scolastica inizia ogni giorno molto presto; alle 6.30 gli alunni hanno l'opportunità di un tempo per ripassare, rivedere i compiti e le lezioni; alle 8 tutti, insegnanti ed alunni, partecipano all'assemblea, che è un momento di educazione sociale e civile; essa prevede l'alzabandiera con il canto dell'inno nazionale, con il quale si ringrazia il Signore della creazione per il dono di una terra e si invoca la sua benedizione per vivere in fraternità e pace.

Alla preghiera corale segue il richiamo delle regole di convivenza presieduto a turno dagli insegnanti incaricati per la vigilanza disciplinare; segue da ultimo il saluto del Direttore e della Suora. Al termine la scolaresca rientra nelle classi per il lavoro giornaliero che è partecipato da tutti con brio ed interesse.

La pausa più lunga e rilassante è quella del pranzo, essa è suddivisa per praticità di servizio in due momenti.

Il cibo servito dai cuochi viene consumato lungo le spaziose verande tra il cicaleccio gaio di molte voci e le grida degli alunni che giocano a pallone.

Finalmente alle 14 ognuno rientra per continuare le lezioni fino al tardo pomeriggio.

Posso dire che gli alunni frequentano volentieri, desiderano imparare, apprendere cose nuove; sono pure abili atleti e si preparano con diligenza alle gare sportive previste dal programma; interessante è per loro il corso di computer.

La scuola offre pure ai genitori incontri educativi a livello di gruppo ed individuale; sono questi momenti di collaborazione e di verifica positiva tra scuola e famiglia.

Essi sono finalizzati alla crescita globale della persona e passo passo ci aiutano a realizzare il motto della scuola "vieni e cresci in sapienza e verità".

 

LA NOSTRA STORIA

PER UNA PRESENZA CHE EDUCA E PREPARA ALLA VITA

SUORE DI S.MARIA DI LORETO

Immaginiamo un puntino in un gigantesco mappamondo chi lo noterebbe? Nessuno. Questo era Isiolo, circa cinquant'anni fa, un piccolo distretto del Kenya situato in piena savana, un crocevia di tribù che vive di pastorizia e qualche espediente per tirare avanti. La cosa più evidente è la povertà e l'aridità del terreno. L' immagine più viva, rimasta in me, la prima volta che vi andai è quella delle spine, spine e spine ovunque, anche l'erba punge.

Eppure questa terra è diventata feconda di bene e di sviluppo, grazie al primo Missionario Don Luigi Locati, diventato, dopo lunghi anni di lavoro, Vescovo del luogo e ucciso nel luglio 2005. Questo infaticabile lavoratore nella vigna del Signore ad un certo punto avverte la necessità di avere delle collaboratrici e così il 10 dicembre 1977 tre Suore di Santa Maria di Loreto partono da Vercelli per una sconosciuta e affascinante avventura missionaria.

La sorella infermiera trova immediatamente lavoro nel piccolo dispensario dove una lunga fila di gente attende, soprattutto mamme con i bambini: malaria e infezioni intestinali sono all'ordine del giorno e molte volte fatali.

Un'altra sorella comincia a occuparsi dei piccoli sotto un albero in attesa che sia pronta una semplice ma accogliente scuola Materna. La sorella più anziana, che ha svolto molti anni a insegnare ed educare centinaia di giovani, intuisce subito la difficoltà di alcuni bambini, che per la povertà subita, rischiano di restare emarginati e così ogni giorno li raduna insieme nel tentativo di svegliare un po' la loro intelligenza e tirare fuori le loro capacità, ma in mancanza di aule scolastiche va benissimo il materiale immediatamente disponibile :seduti a terra con un bastone si leviga il terreno e con lo stesso bastoncino, che serve da penna, ecco i primi tentativi di scrittura.

Ma come insegnare catechismo, se non ci sono né libri e tanto meno bibbie in Kiswali? Senza pensarci troppo comincia a tradurre, su fogli di quaderno, i primi elementi della fede cristiana.

Con la benedizione del Signore e l'apporto generoso di molte persone la Missione arriva ad avere una sua struttura con personale anche locale.

Nel frattempo le nostre suore iniziano a visitare le famiglie situate nella periferia, in particolare nella zona di Chechelesi, dove la povertà è ancora maggiore e soprattutto non ci sono scuole e perciò i bambini più piccoli non fanno altro che scorazzare tutto il giorno sulla strade. Che fare? La scuola materna risulta la necessità più urgente.

Trovare il terreno non è così difficile, perché la popolazione collabora a tal scopo. Ma i mezzi per portarla avanti? Ecco le adozioni a distanza. Il generoso e prezioso contributo di tante persone ha rappresentato e rappresenta tuttora il pilastro, senza del quale tale Scuola non potrebbe sussistere. La Scuola Materna offre notevoli vantaggi, ma al termine i bambini si ritrovano nuovamente senza educazione e senza maestri. Le famiglie sollecitano le suore per dare avvio anche alla Scuola Primaria comprendente otto classi, come da noi Elementari e Medie insieme. Si inizia con le prime classi fino ad arrivare gradualmente all'ottava.

Attualmente la Scuola Materna accoglie circa 200 bambini. Alcuni sono mattinieri e arrivano da lontano e talora senza colazione, perciò verso le nove a tutti viene dato il cosiddetto Jugi, una specie di semolino, fatto con diverse farine che hanno un buon contenuto nutritivo. E poi il pasto consueto.

Nel tentativo di migliorare il livello educativo, una nostra giovane suora Keniana ha conseguito la specializzazione secondo il Metodo Montessori. Tale Metodo educativo-didattico ideato da questa famosa pedagogista Italiana è molto apprezzato in Kenya. Dopo il richiesto tirocinio, la nostra suora quest'anno potrà conseguire anche l'attestato con riconoscimento a livello internazionale.

La Scuola Primaria comprende attualmente circa 500 studenti e risulta una delle più qualificate del distretto. La direzione è affidata alle suore mentre gli insegnanti sono tutti locali. La preparazione degli insegnanti è migliorata notevolmente negli ultimi decenni, ma di norma si tende ad imporre una disciplina severa. Il nostro compito educativo va quindi rivolto non solo ai ragazzi, ma anche agli insegnanti , perché secondo il nostro stile, che si ispira alla Famiglia di Nazareth, desideriamo che i ragazzi crescano in sapienza e grazia, capaci di fare delle scelte libere e consapevoli e una volta adulti siano in grado di prendersi delle responsabilità anche a livello sociale. Il lavoro è notevole, in quanto non è facile cambiare mentalità. Ci vuole una pazienza a tutta prova, tanto più che in quella zona c'è una notevole presenza di musulmani, i quali apprezzano la nostra scuola per la serietà di insegnamento, ma l'attaccamento alle loro tradizioni permane forte.

In questi trent'anni alcune giovani hanno avvertito la chiamata alla vita Consacrata. Per il momento sono un piccolo numero, ma speriamo che possa crescere ed essere fecondo. Per favorire la loro formazione abbiamo aperto, da qualche anno, una casa a Nairobi.

Dal 2012, a Kibirichia, nella diocesi di Meru, abbiamo una nuova comunità, con tre sorelle africane, due dalla Tanzania e una di Isiolo. La zona è molto verde, e prevale il lavoro agricolo. Se la pioggia arriva regolare , la campagna è molto fertile. Qui abbiamo privilegiato il lavoro pastorale nella parrocchia. Non pensate a un piccolo centro, come in certi nostri paesi . E' molto estesa perché oltre alla chiesa centrale, ci sono le cosi dette Outstation, una specie di cappelle sparse a notevole distanza una dall'altra, e ci vogliono diverse settimane per riuscire a visitarle tutte, soprattutto alla domenica. Possiamo dire che le suore fungono un po' da "viceparroco".

Tutto questo è stato realizzato e può continuare grazie all'apporto generoso di moltissime persone, che danno il loro appoggio con gesti di stima, di affetto, di incoraggiamento, di preghiera e nel sostenere economicamente alcuni progetti specifici, soprattutto con le adozioni a distanza.

Un grazie grande e caloroso a tutti costoro, con la certezza che il Signore li ricolmerà delle sue benedizioni, come solo Lui sa fare.

Sr. Lucia Mainardi

Suore di S.Maria di Loreto

 

NEL SUD DEL MONDO

 

Nel sud del mondo, molte persone vivono una realtà di povertà ed emarginazione.                                           

I Loro diritti fondamentali sono negati:mancano cibo,acqua potabile,assistenza sanitari ed istruzione di base.

Con l’adozione a distanza tu puoi cambiare questa reatà                                                                                      

L’adozione a distanza è una forma di aiuto personalizzato che non comporta alcun vincolo morale,giuridico o di esclusiva,ma un semplice rapporto di amicizia tra lo sponsor ed il bambino.

Dal 1995 in quest’area ritenuta dal governo Keniota zona non produttiva,le Suore di Santa Maria di Loreto s’impegnano socialmente e religiosamente nella difesa dei diritti secondo le esigenze della popolazione locale attraverso:

 NURSERY(SCUOLA MATERNA)

PRIMARY SCHOOL

SERVIZIO INFERMIERISTICO

SERVIZIO PASTORALE CENTRO D’ASCOLTO

 

Il tuo aiuto,è un sostanziale contributo alle spese effettive della formazione ed istruzione di un bambino. Comprende le spese scolastiche,la divisa scolastica,i testi di studio, i quaderni,la cancelleria oltre al mantenimento.

La proposta offre la possibilità di intervenire in modo incisivo sulla vita di un bambino e della sua famiglia senza sradicarlo dalla sua terra e dalla sua cultura.

Ogni bambino,educato e istruito nel proprio ambiente di vita,contribuisce a farlo crescere.   

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Con amicizia fraterna
Suor Giovanna Sartori, madre
insieme alle Suore di S. Maria di Loret