In fondo cosa ci vuole per mettere le ali a un sogno?

Insegnare loro alcuni canti e balli, stupirli con qualche trucchetto di magia, vederli ridere alle mie improvvisazioni clown, vedere quanto abbiano bisogno di affetto, di carezze, di sguardi, di giocare...quel loro bisogno di "amore" ha riempito le mie giornate e i miei sogni. E se dovessi descrivere in un'immagine i miei tanti momenti trascorsi con loro, davanti agli occhi ho un cerchio grandissimo, tutti ci teniamo per mano e cantiamo il girotondo. Cosa c'è di più bello?

Anche alla Primary school gli studenti arrivano presto, per ripassare e fare i compiti prima che cominci la lunga giornata. Anche con loro ho trascorso molto tempo a scuola, sono entrata nelle classi, dove Big Show (il soprannome che mi hanno dato) si è improvvisata insegnante!! Ho giocato con loro a calcio nel campo, abbiamo cantato e ballato e parlato anche. Loro chiedono, domandano, sono curiosi. Mi domandavano se conoscessi il loro sponsor, mi chiedevano se conoscevo dei calciatori famosi, mi chiedevano cosa si mangia in Italia. Hanno voglia di imparare, sapere, conoscere...

Il giorno più intenso per gli studenti della Primary è sicuramente il venerdì. E per me è stato anche uno dei giorni che mi ha regalato più emozioni.

Alle 7.45 quando sono arrivata nel grande cortile interno della scuola, erano già tutti schierati per l'alzabandiera. Ed ecco arrivare la squadra, con passo militare. Poi, all'unisono, tutti hanno intonato l'Inno nazionale e...beh...mi sono venuti gli occhi lucidi!

A seguire, il momento della preghiera e poi i rimproveri (anche quelli fanno crescere) degli insegnanti e della Direttrice, Suor Lidya. Terminato questo bellissimo e intenso momento, tutti in classe fino al momento della ricreazione nel grande cortile della scuola, tra corse dietro al pallone, balli, canti, voglia di ridere, gioia e allegria.

Alle 12 è il momento del pranzo. Dalla grande cucina si sente salire il profumo del gederi e allora, ecco formarsi una lunga fila di bambini che nelle loro divise colorate attendono il loro turno per munirsi di cucchiaio e poi, dalla finestra della cucina, ricevere il loro piatto di gederi. E' stato bellissimo vederli tutti seduti sotto il porticato, intenti a mangiare e gustarsi quel piatto. Ma ancor più è stato emozionante sentire le loro voci che mi chiamavano perché volevano a tutti i costi offrirmi un assaggio del loro pasto. Terminato di mangiare, riprendono le lezioni e al termine di queste, tutti contribuiscono a pulire le aule. Poste le sedie sopra i banchi, si va di secchi d'acqua e straccio per lavare e asciugare il pavimento. E anche questo momento, per loro diventa un gioco, un modo per ridere e scherzare. Cosa c'è di più bello?

Cosa può ancora farmi sorridere ed emozionare?

Qualsiasi cosa. L'uscita da scuola e la corsa al posto su matato, automobili e pullman che li riporteranno a casa, le scorribande lungo la strada che costeggia la missione. Vederli, numerosi, anche la domenica quando non c'è scuola, per stare insieme e giocare e poi mangiare di gusto la canna da zucchero. Vederli vestiti a festa la domenica mattina per la Santa Messa e rendere la stessa, un momento di grande gioia e festa per accogliere il Signore.

Correre insieme a loro tra le spine e gli arbusti, visitare le loro baracche e capanne e conoscere le loro famiglie. Essere accolti da tutti, nessuno escluso, bambini, adulti, anziani...

Essere accolti e sentirsi amati e ben voluti. Imparare da tutti loro l'ospitalità e l'accoglienza. Imparare a sorridere sempre, nonostante i tanti motivi che hanno per non sorridere...io che sono un clown e che la mia "missione" è portare il Vivere In Positivo là dove ci sono situazioni di disagio, sofferenza, malattia...

Un pomeriggio di luglio...il mio sogno ha messo le ali...

E dico grazie:

a chi mi ha resa ciò che sono...

a chi mi ha dato questa possibilità di rendermi utile e imparare e capire...

a Oliver per la sua lettera e per la grande emozione che ha saputo regalarmi...

al bambino che è in me e che non si stanca mai di giocare con clown Smimoska...

al Big Show che i bambini della missione hanno fatto uscire da me...

a ogni persona conosciuta e incontrata a Nairobi, Kibiricha, Isiolo...

all'amore che mi è stato donato e che ha saputo guarire il mio cuore "ammaccato"...

A tutti quanti mi stanno leggendo, i sogni nel cassetto fanno la muffa!...Crederci è l'unico mezzo per realizzarli...

Simona (Clown Smimoska)