Notizie da suo Gio

Carissimi amici,

che ci seguite attraverso i potenti mezzi di comunicazione e che vi lasciate toccare il cuore dalle immagini che vi arrivano dalla missione dove le suore di Loreto operano insieme a tanti fratelli di buona volontà, cristiani e non cristiani, ma tutti accumunati dall’unico desiderio di rendere più bella e vivibile l’esistenza di tanti fratelli e sorelle più in necessità, è a tutti voi che voglio rivolgere il mio saluto e augurio di buon anno…anche se in ritardo. E vi saluto proprio da questa terra africana, che è il Kenya, nella quale mi trovo per far visita alle comunità qui presenti. E vengo a voi con lo sguardo di tanti bambini che ho incontrato per strada in questi giorni, occhi incorniciati da un musetto a volte pulito a volte ricamato dalle “ candele” che scendono dal loro nasino.

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Ma vengo a voi anche con il saluto e la stretta di mano di tante persone, giovani e adulte, che con quella stretta di mano hanno voluto dire la loro riconoscenza per quello che si fa per loro. In questa stretta di mano io ho sentito la vostra mano aperta per donare e ora presa in quella del fratello dark che può donare solo un festoso grazie. Eh sì, perché qui tutto è accompagnato dalla festa, dal canto e da quei gridolini esultanti - che solo il suono della voce di questi fratelli e sorelle sa fare. Che bello incontravi tutti in questa stretta di mano del fratello e della sorella di colore diverso ma con la nostra stessa anima. Certo non ci conosciamo, io non so quale volto avete voi e voi non sapete quale volto ho io,e nemmeno vedete il volto di questi fratelli, ma certo tutti, noi e loro, abbiamo il volto del cuore e dell’amore, perché solo così si può essere fratelli gli uni gli altri. Non importa il colore o la religione, non importa se le tasche sono piene o vuote: l’amore chiede di essere accolto e donato per se stesso, se poi questo amore si trasforma in qualcosa di concreto: asante Mungo, grazie Signore! Loro ci regalano la loro stretta di mano e un sorriso splendente, per i bellissimi denti bianchi che mostrano, e noi regaliamo qualcosa che la vita ci ha donato in più rispetto a loro….anche questo è un dare e avere, non certo secondo le logiche umane o economiche ma certamente secondo la logica della fraternità e della condivisione. Sapete: io ho un brutto difetto, quando mi metto a scrivere non smetto più e rischio di fare anche delle prediche, belle o brutte non so, ma so che quando parlo di certi problemi mi lascio andare! Ed è quello che sto facendo, spinta dal desidero di condividere quello che mi sta regalando questo paese e che voglio regalare a voi, perché ne fate parte a pieno titolo. Spero mi perdoniate se sono sovrabbondante, e se avete ancora voglia di sentirmi vorrei dirvi di quei bambini la cui madre si è impiccata perché pensava di aver ucciso la sua mamma, oppure di quegli altri bambini che mi hanno fatto vedere al mercato e che sono i cosiddetti bambini di strada: non hanno nessuno e alla sera dormono dove capita. In questi giorni sta piovendo molto. Io mi sono vergognata di dormire in un posto al sicuro e protetto dalla pioggia, ma che ne sarà stato di quei bambini? E che dire poi della signora che lavora da noi e che arriva sovente con un occhio pestato perché il marito ubriaco l’ha picchiata? E quella mamma, malata di AIDS, abbandonata dal marito con quattro figli? Vuole un lavoro e viene a bussare alla missione, ma quanti ce ne sono come lei che non hanno nulla e che cercano in missione, perché lì c’è sempre qualcuno che cerca di fare qualcosa per loro! E questo qualcuno sono delle donne, giovani e meno giovani, di colore diverso, vestite di beige, con uno strano “cappello” in testa che si chiama velo e che, con un sorriso, a volte però anche un po’ serie, fanno il possibile per far diventare realtà l’impossibile.

Devo continuare? Forse ne avete abbastanza di sentire cose brutte, ma Isiolo non è solo questo. Isiolo è anche la riconoscenza che ieri sera ho visto nel volto di un gruppo di persone che sono venuti a dirmi che senza le suore loro, i loro figli e il loro quartiere non sarebbe stato così! Non è bello tutto questo? Vi svelo un segreto: a volte anche le suore si scoraggiano e si chiedono se ha un senso quello che stanno facendo, perchè i poveri - sono sì gli amati del Signore - ma sono anche molto esigenti e non ne hanno mai basta e sembra anche che a loro tutto sia dovuto, perciò è comprensibile se un po’ viene da scoraggiarsi! E ci si scoraggia pure quando aiuti tanti giovani a studiare e poi ti girano le spalle! Ve la prendereste un pò anche voi, vero?

E allora, se qualche volta qualcuno viene e vi dice: “Thank you sister per quello che hai fatto” non è bello? Credo sia felice anche il Signore! E questa semplice parola, detta ogni tanto, diventa per le suore le ali che mettono ai piedi per continuare a correre in su e giù per la missione, di andare al cancello, di portare soccorso a qualcuno, insomma di dire a quei fratelli, con la loro vita e i loro gesti concreti: “TI VOGLIO BENE, I CARE YOU”.

Ecco, ieri sera, per la prima volta, ho visto questo e mi sono rallegrata perchè vuol dire che le suore di Loreto sono sulla strada giusta e che il Signore le sta benedicendo. Ma vorrei condividere ancora una cosa con voi e poi vi saluto veramente, ho già abusato troppo della vostra pazienza.

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Dovete sapere che quando questo popolo fa qualcosa di pubblico, anche se in privato come ieri sera nella casa delle suore, fanno tanti discorsi.

Si inizia sempre (anche nelle grandi celebrazioni civili come quella che ho visto alla televisione in occasione del Jamhuri day) con la preghiera e poi tutti devono dire qualcosa. E anche ieri sera di cose ne hanno dette tante (quelle di cui vi ho accennato sopra) ma il succo era di ringraziare la Mother General per le suore (e, tra parentesi, anche di chiedere qualcosa, ma lasciamo da parte questo). Quando finalmente anch’io ho potuto dire la mia, ho detto grazie per la loro presenza, per il loro impegno, per tutto quello che facevano per la loro gente, e ho concluso che non è a me che dovevano dire grazie ma, prima di tutto al Signore (e questo lo hanno fatto ampiamente) e poi a ciascuno di voi che, pur da lontano, vi fate vicini a loro con il vostro aiuto,qualunque esso sia. A questo punto, dato che è a voi che devono dire grazie, condivido anche quello che hanno portato loro per dimostrare la loro riconoscenza e cioè una bella gallina (viva, si intende), dei bellissimi pomodori e poi qualche altro frutto. Siete contenti di questi regali? Mi sono però permessa, anche a nome vostro, di lasciarli alle suore: ho pensato che un bel brodo di gallina qualche volta le farà bene. E a noi farà bene sapere che loro possono essere in forma per continuare a lavorare a nome di tutti noi. E concludo veramente con una immagine che avreste potuto vedere nella cappella delle suore di Isiolo a natale: Gesù che, come fiore, spunta dal cuore di una pianta, che per noi è Maria, la Vergine santa che ha permesso a Dio di usare il suo grembo perché il Figlio Suo potesse venire nel mondo e dirci:

“Dai, fratelli miei e figli di Dio Padre, provate ad amarvi gli uni gli altri. Perché non cercate di perdonare a chi vi ha fatto qualcosa, sapeste che festa fa il Padre mio e Padre vostro quando ci si dona la misericordia! Se amate solo quelli che vi amano è troppo facile, provate a superare voi stessi e ad amare chi vi sta antipatico o chi vi ha fatto uno sgarbo! Lo so è difficile, anch’io ho avuto un momento di fatica quando mi è stato chiesto di amarvi fino in fondo; ho infatti chiesto a mio Padre: “Padre se puoi allontana da me questo calice”, ma poi ho pensato a tutti voi e allora ho concluso: “non la mia ma la tua volontà sia fatta”! Che ne dite di provare anche voi, forse non vi è chiesto di dare proprio la vita nel modo con cui l’ho data io, ma se già fate qualcosa al più piccolo dei vostri fratelli sappiate che l’avete fatto a me e se già vi perdonate di cuore sarete beati, come sarete beati se vi farete operatori di pace amandovi gli uni gli altri come vi ho amato io!”.

Che bello, fratelli e sorelle, quello che ci sta dicendo Gesù! Sì l’ho scritto io ma provate ad aprire il vangelo e vedrete che tutto questo lo troverete, anzi ancora di più: troverete il fiore da tutti atteso invocato sperato, fiore di luce nel nostro deserto, cioè Gesù che a Natale è venuto e viene continuamente, perché ogni natale sia per noi un passo in avanti nella ricchezza di Lui e del suo amore.

Ecco: quel Bambino Gesù adagiato sua una pianta di agave, segno del suo fiorire dalla radice santa che è Maria e offrirsi a noi quale fiore di luce, si offre anche e soprattutto a quei bambini la cui mamma è morta, e agli altri che non hanno una baracca dove andare a ripararsi e agli altri, agli altri, agli altri ancora….

Gesù a natale è venuto in particolare per loro, forse loro non lo sanno ma lo troveranno nella forza che gli permette di andare avanti nel deserto della loro esistenza. Vi piace pensare in questo modo a Gesù? Spero proprio di sì, perché a me dona molta gioia e speranza. Ed è con questa gioia e speranza che voglio concludere questo mio scritto, che ormai si è fatto lungo, lungo, ma dove ho cercato di far palpitare il mio cuore e soprattutto quello dei fratelli e sorelle di questa terra del Kenya.

Spero di esservi riuscita un pochino, il resto lo sentirete facendo in questo modo: provate a fare un po’ di silenzio dentro di voi e attorno a voi, mettetevi in ascolto del battito del vostro cuore, usate un po’ di immaginazione e ditemi se insieme al suono del vostro cuore non sentite anche quello di coloro che vi hanno stretto la mano e in quella mano hanno fatto passare tutto quello che avevano: il loro stesso cuore!

 

Buon Anno cari amici del web

Buon anno da tutti gli amici grandi e piccoli di Isiolo a firma di una musungo che porta nel cuore l’Africa

ma anche ogni paese dove c’è un fratello e una sorella che tendono la mano, non solo per prendere ma anche per stringersi in una stretta carica di sorrisi e amicizia

P.s. Sapete io ho anche un altro debole, mi piace Mafalda (se non la conoscete bene vi consiglio di farne la conoscenza) e, questa bambina ribelle e senza peli sulla lingua, dice:

SE NON RIUSCITE AD AMARVI GLI UNI CON GLI ALTRI AD AMARVI GLI ALTRI CON GLI UNI! PROVATE

Habari my friends di internet

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