TESTIMONIANZE

Testimonianze - VOLONTARI

Testimonianze - VOLONTARI 

AL DI LA' DI QUEL CANCELLO: prime parole, pensieri, emozioni e progetti futuri al rientro da Isiolo.

Il progetto "una mano per un sorriso" nasce nel novembre del 2010 da una idea mia e di Gigliola Barlese, un progetto concreto di raccolta fondi per sostenere la "Loreto Primary School", una scuola in Kenya fondata e gestita dalle suore della congregazione di Loreto di Vercelli. Il progetto consiste nell'organizzazione di alcuni eventi come cene, concerti, serate di teatro e si fonda sulla convinzione che dare a questi bambini l'opportunità di continuare a frequentare la scuola e costruirsi un futuro sia l'unica via per accorciare le distanze con il cosiddetto "mondo civilizzato".

Le molte persone con talento e passione che ci hanno immediatamente risposto hanno messo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per condividere il nostro sogno.

Al termine del progetto abbiamo deciso che saremo state noi, in prima persona, a consegnare i fondi raccolti a Suor Maria Luisa, decidendo assieme a lei come utilizzarli al meglio.

Un altro obiettivo che ci eravamo prefissate è stato quello di lavorare nella scuola per un mese, capire realmente quel mondo e tornando a casa poter mostrare a tutti una realtà che pochi hanno visto con i loro occhi.

Vi scrivo qualche riga per raccontarvi la mia esperienza di viaggio in Kenya ad Isiolo, perché lasciare una traccia di quel che si fa', a mio avviso, significa lasciare una traccia sulla strada che si ha ben calpestato, a volte con fatica e coraggio.

Ancora oggi dopo due settimane dal mio rientro trovo difficile mettere ordine a tutto ciò che ho visto e provato.

Appena arrivata alla scuola di Isiolo sono stata catturata dagli sguardi dei bambini, dai loro sorrisi e dall'accoglienza che tutti mi hanno riservato.

Mi ero prefissata, oltre ai compiti di cui vi ho già parlato, di creare una documentazione fotografica che, una volta tornata in Italia mi avrebbe permesso di far conoscere a tutti, "sostenitori" e non, la realtà di Isiolo.

Mi alzavo alle 5 del mattino per riuscire a vedere i bambini arrivare a scuola e scattare più foto possibili. Andavo da una scuola all'altra, quella dell'infanzia e la primaria, cercando di vivere ogni momento della loro giornata con loro. Sin dai primi giorni, durante i miei piccoli spostamenti mi è capitato di incontrare per strada qualche bambino che non aveva la possibilità di frequentare la scuola, e la differenza tra questi e i "nostri" è abissale.

Mi sono resa conto che i bambini che più necessitano di aiuto sono quelli che frequentano la "Nursery", la scuola dell'infanzia, essendo i più piccoli sono quelli che meno riescono a cavarsela da soli e basta uno sguardo per capirlo. Proprio per questo motivo alla mattina le insegnanti danno a tutti i bambini una colazione nutriente. La colazione consiste in una grande tazza di latte fumante. Quando ho visto che le tazze non erano in numero sufficiente per tutti, ho deciso, in accordo con Maria Luisa, di comprarne delle altre così che ogni bambino avesse la sua.

Credo che il lavoro delle persone fantastiche che lavorano a Isiolo e che hanno deciso di dedicare la propria vita a queste creature sia ineccepibile, non penso che tale compito potrebbe essere gestito in maniera migliore. Se solo avessero maggiori risorse, più materiale didattico i bambini potrebbero svolgere attività nuove e fare esperienze diverse. Per questo motivo ho deciso di devolvere una parte dei fondi proprio all'acquisto di nuovo materiale didattico.

Durante la mia permanenza nella scuola, oltre a svolgere un'attività di compresenza in una classe della nursery, Maria Luisa mi ha chiesto di effettuare un archivio fotografico di tutti i bimbi sostenuti dall'Italia, circa 400.

Ho scattato due fotografie ad ognuno di questi bimbi, delle due ne ho poi scelta una sola che ho elaborato incorniciandola e scrivendo il nome di ogni bambino. Lo scopo di questo lavoro era mandare a casa a ogni famiglia l'immagine del bambino che "sostengono". Ho aiutato le insegnanti a far scrivere a ogni allievo una lettera con gli auguri di Natale e i suoi saluti dal Kenya. Ogni famiglia prima della fine dell'anno riceverà un bel regalo da Isiolo!!!

Le giornate scorrevano veloci la mattina nella scuola e il pomeriggio in camera a lavorare a questi progetti, così le prime due settimane sono volate via senza che me ne rendessi conto.

Quando è terminata la scuola e credevo che i miei compiti fossero esauriti, è iniziata la parte più difficile del mio viaggio.

Ho aperto gli occhi e ho visto il mondo al di fuori dei cancelli della scuola. La realtà fuori è molto difficile da accettare.

Mai come in quel momento ho sperato che gli occhi sostenessero il cuore...

Per entrare a far parte del mondo fuori ho dovuto scontrarmi con la personalità leader del gruppo di bambini che giravano attorno alla scuola . La mattina continuavo con il mio lavoro fotografico mentre all'ora di pranzo uscivo per raggiungere "Il clan di Maria". Facevo le cose che facevano loro, andavo nei posti dove loro erano soliti passare il tempo, procurarsi il cibo e svolgere i compiti assegnati dalle famiglie.

Ho conosciuto il mondo della discarica, con loro mi sono arrampicata sugli alberi per raccogliere la frutta, ho conosciuto il pericolo della città dove comunque eravamo costretti ad andare per trovare alcune cose necessarie al fabbisogno di tutti i giorni, ho visto i villaggi vicini, come Kisima, dove i bambini passano le giornate con una ciotola in mano con la speranza che qualcuno posi loro dentro qualcosa da mangiare...

Sono tante, forse troppe, le cose che vorrei e dovrei raccontarvi, ma ora è il momento di arrivare a una conclusione, almeno per il momento.

La scuola è sicuramente l'unica cosa che riesce a dare un po' di dignità a questi bambini, passano in questa struttura la maggior parte della loro giornata: fanno i compiti, studiano, apprendono, giocano, mangiano e bevono.

Quindi se da un lato sono convinta che sia importante che aumentino le sponsorizzazioni e che quindi sempre più bambini possano frequentare la scuola, dall'altro ho compreso come il tempo non scolastico sia un reale problema.

Parlando con Maria Luisa le ho esposto la mia idea di creare un "centro estivo" presso la scuola di Isiolo che possa accogliere i bambini più in difficoltà. Per attuare questo ambizioso progetto oltre ai fondi sarà necessario reclutare dei volontari che possano svolgere questo compito in loco. Vedremo chi accetterà la sfida..

Sto lavorando a un piccolo progetto fotografico destinato alla raccolta fondi per sponsorizzare questa iniziativa.

Per concludere vorrei ringraziare la madre superiora Suor Giovanna che mi ha regalato questa fantastica opportunità.

Un pensiero va' a Maria Luisa e a tutte le suore che lavorano ad Isiolo per la loro accoglienza e la loro comprensione. Non dimenticherò mai le risate, le chiacchiere, la convinzione che hanno saputo infondermi che possiamo far qualcosa per migliorare quel mondo.

Chiudo gli occhi e vedo Maria, Elisabeth, Patrick e Jackston che mi salutano dall'interno di una capanna mentre fuori piove e so che manterrò la promessa che ho fatto loro.

A presto

Paola


 -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Anche quest'anno 2010 , come alcuni di voi sono a conoscenza, ottobre è il mese nella nostra presenza ad Isiolo (Kenya) presso la Missione gestita dalle Suore della Congregazione di S.Maria di Loreto, Suore che, per parecchi anni, hanno operato nella Parrocchia San Carlo Borromeo di San Giuliano Milanese.

Ancora una volta l'impatto con il luogo e la gente è stato forte ed emozionante: è bastato guardarci intorno per constatare condizioni sociali ed economiche di arretratezza e disagio. La povertà e la miseria sono notevoli. La siccità di quest'anno ha procurato molti problemi, quali l'impossibilità di coltivare fagioli e mais, che sono gli alimenti base per la gente del posto.

Non sono mancate pure le tensioni fra le varie tribù, che hanno procurato liti ed uccisioni di persone deboli ed indifese.

La pioggia è stata invocata a lungo e finalmente, come una benedizione, è arrivata. Ma la sua intensità è stata tale da rendere le strade simili a torrenti in piena. Si camminava nell'acqua e nel fango.

Durante la nostra permanenza abbiamo incontrato diverse realtà bisognose di aiuto: un centro per anziani e disabili gestito dai Fratelli di Madre Teresa di Calcutta; una Missione gestita da Suore indiane nella quale erano presenti circa trenta bambini affetti da malattie psichiche e motorie. Ad entrambi abbiamo testo la nostra mano, cercando di sopperire in parte alle loro difficoltà economiche. Non sono certamente mancati i poveri delle capanne: anche a loro è arrivato il nostro aiuto.

Di fronte a queste realtà ci siamo posti tanti interrogativi, alcuni senza risposta. Ci siamo sentiti privilegiati, fortunati, ma forse anche incontentabili.

Abbiamo, è vero, aiutato questi nostri fratelli, ma da loro abbiamo ricevuto di più: la loro stretta di mano, i loro canti, le loro danze durante la celebrazione dell'Eucaristia, il sorriso di tanti bambini, ci hanno riempito il cuore e ci hanno fatto comprendere che la vera felicità è quella che si prova nell'aprirsi e nel donarsi agli altri.

Gli amici di Isiolo.

 

TESTIMONIANZA - Giuseppe -

Dopo dodici mesi di attesa è arrivato il momento tanto atteso della partenza per il Kenya. Mi dispiace che anche quest'anno non sappia parlare inglese. Con il mio lavoro non ho trovato nessuno disponibile al sabato sera, o domenica mattina per insegnarmelo. In quanto al viaggio, togliendo qualche ritardo per il maltempo a Bruxelles, è andato tutto bene.

Al mio arrivo a Nairobi alle 21.05 mi guardavo in giro per vedere se riuscivo a vedere Siro, Italo, Giorgio e quando sono arrivato in fondo al corridoio me li sono trovati lì ad aspettarmi, ero contento di averli visti, li ho salutati, perché loro dovevano salire a bordo; all'uscita ho visto Suor Maria Loreta, Angere e Suor Flavia e,come l'anno scorso... pioveva.

Al mattino, dopo tutte le commissioni, ci siamo avviati per Isiolo, io stavo molto attento se vedevo dei cambiamenti, ma tutto era come l'anno precedente.

Quando però sono arrivato a Isiolo e sono andato a vedere i lavori da Suor Maria Loreta sono rimasto pietrificato, volevo parlare con lei e non ci riuscivo per il magone e le lacrime che mi uscivano.

Che tristezza il vedere dopo tanti sacrifici l'insuccesso delle suore e dei poveri operai che sono anche sotto terra 8 metri per rinforzare la casa. Siccome da Suor Maria Loreta era impossibile la permanenza sono andato da Suor Flavia a Isiolo 2 (asilo) dove le suore e le novizie mi hanno accolto bene.

Il mangiare ottimo, la pulizia anche, io essendo già abituato ad adeguarmi alle regole dei monasteri, al mattino andavo con loro per le Lodi e la Messa. Spero di essermi comportato correttamente in tutto.

Comunque dopo la morte del Vescovo Locati io penso che le Suore, qui a Isiolo, abbiano ancora più problemi di prima.Spero che con l'entrata del nuovo Vescovo qualcosa cambi per le Suore e la comunità cristiana.

Io sono rimasto stupito anche quest'anno del lavoro delle suore; l'anno scorso avevo visto quanti grattacapi aveva Suor Maria Loreta e come Suor Gigliola era premurosa in cucina e in cucito; quest'anno sono rimasto stupito di Suor Damaris sempre attenta e sorridente, Suor Flavia, Suor Giovanna e Suor Maristella, sempre in movimento (mi sembrava di vedere un formicaio sempre di corsa avanti e indietro).

Io penso che il loro momento di riposo e serenità ce l'hanno quando pregano.

Ringrazio Suor Giovanna e Suor Flavia che mi hanno lavato e stirato la biancheria e non mi hanno mai fatto mancare niente. Ritornando a Isiolo ho già visto i lavori che ci saranno da fare il prossimo anno,sperando che la mia ditta mi dia ancora un mese di vacanza. Ringrazio la Madre, Suor Maria e tutte le che non ho nominato, ma nel mio cuore c'erano anche loro.

Grazie di cuore,Giuseppe Melogno (volontario ad Isiolo)

 

TESTIMONIANTA - Raffaella e Massimo -

Tanti sono stati gli sforzi della nostra comunità per poter dare un aiuto concreto alle suore di Isiolo in Kenya, per la costruzione della nuova scuola elementare, e tanto è stato lo stupore nel vedere quasi ultimata la prima fase del progetto.

Il Natale 2001 ci ha portato un grosso regalo: quello di poter condividere con i bimbi di Isiolo il grande mistero dell'incarnazione.

E così che abbiamo potuto trascorrere dei giorni stupendi lavorando nei nuovi stabili e aiutando le suore a preparare l'inizio dell'anno scolastico che coincide con l'inizio del nuovo anno.

Molto importante è stato vedere come gli aiuti che abbiamo spedito a questa comunità siano stati fatti fruttificare e i risultati sono visibili e già utili a quasi 100 bambini che possono iniziare la prima elementare nella missione.

La scuola non è solo il prezioso strumento per poter crescere e avere la possibilità di "vedere orizzonti diversi", ma anche il luogo dove le suore riescono a garantire un pasto giornaliero sicuro, cosa che la famiglia non sempre si può permettere.

La comunità religiosa gestisce anche le adozioni a distanza, solo mezzo per poter continuare a garantire questi servizi a questi bimbi poveri.

È grande la riconoscenza da parte delle famiglie che hanno un bambino adottato a distanza, ed è bello vedere che i nostri sforzi aiutano veramente molte persone e permettono ai bambini di poter guardare avanti con occhi carichi di speranza.

Molte volte le suore di Isiolo ci hanno detto di portare i loro più cari saluti e sentiti ringraziamenti alla comunità di Dairago che ricordano molto di frequente nelle loro preghiere e a noi non resta che il piacere dì girare questi saluti confermando che il pensiero della nostra comunità e il nostro sostegno riescono a cambiare in meglio la vita di molti bambini dando loro una speranza per il futuro.

Raffaella e Massimo

 

TESTIMONIANZA -  

Pia Molin Pradel -


 

Quando una donna di 61 anni, in salute, rimane sola, il marito è mancato, i figli sposati, che cosa fa? Questa domanda me la sono fatta per Natale, durante la Quaresima ho parlato con una suora della Comunità di Loreto che conosco da tempo, mi fa conoscere Sr. Maria Volpato che molto lavora per le Missioni.

Per Pasqua mi dicono: c e una suora che va a Isiolo alla fine di maggio; detto fatto decido: ci andrò anch'io. Mi chiedo ora il perché di questa scelta: non lo so! E' stata un'esperienza. Non si può cambiare il mondo, è meraviglioso così come è, si può solo donare un personale contributo, anche se piccolo.

Conoscere gente nuova, diversa, ed essere loro utile, non è una scelta avventata, c'è sempre un perché, è importante trovarlo.

Forse io l'ho trovato, mi è venuto in mano il libretto delle festività dell'anniversario del 10 centenario della fondazione delle Suore di Loreto e ho desiderato condividere la loro ansia missionaria.

Il mio aiuto è come "l'obolo della vedova"; io non dispongo di denaro, ma posso dare un po' del mio tempo, per cucire divise a quei bambini che frequentano l'asilo delle suore di Isiolo.

Quei loro grandi occhi ci vuole poco per farli brillare di gioia: una canzone in italiano, un sorriso, durante un incontro casuale, questo nulla che tu dai, rimane in te così forte che non ti va più via dalla mente, il tuo pensiero è un desiderio forte di ritornare. Non è il solito "mal d'Africa", è il bisogno di essere cittadini del mondo. Sono piena di gioia e la vorreì comunicare a molti.

Pia Molin Pradel

 

 

TESTIMONIANZA - Nonna Rosy -

Io, Nonna Rosy, non avrei mai immaginato che a 62 anni avrei visto l'Africa. E pensare che non mi sono mai mossa dal mio paese.

Un giorno, devo dire "fortunato", ho conosciuto Giulia, una ragazza dolce e simpatica che per differenza di età poteva essere mia figlia. Così, parlando, decidiamo di fare questa avventura insieme e di visitare il Kenya. Tutto questo si è poi rivelato qualcosa di positivo e bellissimo, insomma, un'esperienza indimenticabile che poi abbiamo rifatto, si,perché ci siamo tornate. E' vero, esiste il mal d'Africa, ma Africa è anche d'amore.

Le nostre suore che ci hanno ospitato, si prodigano in aiuto altrui senza risparmiarsi. Ho conosciuto persone povere, che si accontentano di poco eppure sono felici. Insomma questa è la vera Africa, dove si vive con niente. Grazie alle suore ho adottato una bimba e, se tutto va bene, spero di tornarci al piu' presto.

Oggi, a 65 anni e nonna di quattro nipotine, sono felice di questa esperienza perché ho avuto anche l'occasione di conoscere e abbracciare la bambina che sto aiutando.

Ringrazio le suore di Loreto per l'ospitalità e per la bellissima esperienza che posso raccontare.

Le penso sempre.

Nonna Rosy.

 

Testimonianze - ADOTTORI

Testimonianze - ADOTTORI

LA NOSTRA AFRICA di Barbara Corrado e Maria Costa -www.mosaicochiavari.org

L'Associazione "Mosaico" ha deciso nel corso del 2007 di esprimere in qualche misura la propria attenzione alle problematiche del Sud del mondo effettuando un'adozione a distanza. Il gesto rientra in quelle forme di solidarietà sociali a cui varie associazioni aderiscono. Attraverso il versamento di una quota, si permette a bambini svantaggiati di andare a scuola contribuendo alle spese necessarie.

Sostenendo i loro studi si dà la possibilità ad essi di costruirsi un futuro. L'adozione propostaci è stata quella di una bambina Keniota, Nadi Isaak, dell'età di 10 anni, residente nella zona di Isiolo, un piccolo centro a nord della capitale Nairobi. E' sorta quindi all'interno del Centro di Risocializzazione una nuova attività che ha coinvolto il gruppo degli ospiti che subito si è attivato per intraprendere uno scambio di corrispondenza, in lingua inglese, con questa piccola allieva di scuola nel cuore dell'Africa.

L'entusiasmo deriva dal fatto che si resa utile la conoscenza di una lingua per instaurare un rapporto di amicizia con una bambina di usi e costumi diversi dai nostri. Ci si è dati subito da fare svolgendo ricerche geografiche, ambientali e linguistiche che hanno portato gli ospiti a cimentarsi nella traduzioni di parole italiane in lingua swahili, la lingua parlata in Kenya accanto a quella inglese.

Si sono preparate cartine colorate personalizzate, il tutto per cercare di accorciare la distanza tra noi e un componente il gruppo, anche se così lontano.

Nella prima lettera che gli ospiti hanno inviato a Nadi comunicando il proprio nome, ciascuno di loro ha cercato di caratterizzarsi in modo

particolare: chi si è definito "artista", chi "artigiano", chi "tecnico", chi anche "chiacchierone", tutto ciò molto molto democraticamente come avviene in un gruppo affiatato. In una seconda lettera a Nadi gli ospiti del"Mosaico" hanno cercato di descrivere anche il Centro di Risocializzazione.

Se ne è spiegata la collocazione geografica rispetto Chiavari e si sono sottolineati i suoi elementi distintivi: nel giardino di fronte all'ingresso si trovano sedie, tavoli, un canestro appeso in alto per cimentarsi nei tiri, zolle di terra dove piantiamo di tutto: dai bulbi di fiori, ai semi di verdure che poi ci divertiamo a vedere crescere, la vasca con i pesci rossi, panchine, l'albero con i limoni, il campo di bocce e appesa alla porta una farfalla multicolore variopinta. Tutto questo per permettere alla

bimba adottata di farsi un'idea nella sua fantasia del nostro Centro, rendendolo lentamente a lei familiare.

Gli ospiti del "Mosaico" seguiranno questa bimba in un percorso, sì scolastico, ma nello stesso tempo umano e di amicizia. Si prenderanno cura di questa persona e cercheranno di accompagnarla per un tratto della sua vita, che lascerà un'impronta da entrambi le parti.

Ora la foto di Nadi campeggia nella sala riunioni e chiunque può vederla.

Gli ospiti aspetteranno sempre con ansia sue notizie per avere la possibilità di fare altrettanto conoscendo meglio il tipo di scuola che la

bimba frequenta e il tipo di vita che conduce.

 

 

Abbiamo sempre voluto adottare dei bambini a distanza ma non riuscivamo a deciderci con quale organizzazione effettuare la sottoscrizione. La paura più grossa era che i nostri soldi non sarebbero mai arrivati ai bambini ai quali erano destinati, ma un bel giorno di due anni fa siamo venuti a conoscenza delle suore di S.Maria di Loreto che operano direttamente sul campo ed attraverso loro abbiamo adottato due bambini, siamo veramente felici di essere riusciti a realizzare un sogno. Grazie

Mario e Nina (imprenditori)

 

 

Ho deciso di adottare un bambino a distanza quando ho capito che grazie ad un piccolo gesto giornaliero (appena € 0,58) avrei potuto dare la possibilità ad un bambino di vivere dignitosamente. Lo so che non cambierò il mondo, però perché non provarci, basta veramente poco.

Raffaella (commessa)

 

Testimonianze - INSEGNANTI

Testimonianze - INSEGNANTI

Questa è la testimonianza di riconoscenza nei confronti della nostra Madre Generale Sr. Maria Concetta,in visita alla Missione di Isiolo-Kenya del 10 al 26 gennaio 2007,da parte di una nostra insegnante della missione.

Ogni parola reca in sé la riconoscenza di tutti gli abitanti della zona ed in particolare dei bambini che crescano sani e felici ...e sono tantissimi...

A lei il nostro rispettoso Grazie e la nostra stima per tutto ciò che ha fatto e che farà per noi,alzando il nostro livello sotto l'aspetto umano e spirituale in molti modi:

1 St. Maria di Loreto Pry School ( Scuola primaria):

Abbiamo strutture scolastiche moderne,classi con banchi,,sedie,armadi e con tutto il necessario per l'apprendimento. Abbiamo inoltre,servizi con acqua corrente,un salone magnifico,abitazione per alcuni lavoratori ed una libreria fornita ed addirittura una sala computers che speriamo di poterne fare uso al più presto coi bambini

2 Questa scuola offre possibilità di lavoro:

Costruendo e sviluppando queste strutture,Lei ha dato possibilità di lavoro che per la gente Kenyota ,tipo staff insegnanti e lavoratori,è un bisogno. Ciò è di grande aiuto a molte famiglie,perché da ciò guadagnano il pane quotidiano

3. Possibilità di una sufficiente e sana nutrizione:

Gli scolari sono ben alimentati,hanno una dieta equilibrata che li fa crescere sani. Essendo una zona semi-arida, è difficile per molte famiglie avere un solo pasto al giorno.

4 Acqua:

La struttura( scolastica) ha tubazioni e riserve d'acqua che aiutano la scuola e la gente del Villaggio qui attorno. Ciò ha permesso alle famiglie di gestirsi con più igiene nelle varie necessità

5 Attesa di un futuro stile di vita migliore:

L'educazione è la chiave del successo, ed una società senza educazione non ha un promettente futuro. E' nostra speranza che l'educazione ricevuta permetta ai nostri alunni di esser cittadini Kenyoti dignitosi e di raggiungere in seguito alti livelli professionali come: presidenti, dottori, ingegneri, piloti, infermieri, maestri, ecc..., in una società più colta. Questo è l'obbiettivo del Kenya: "Sono orgogliosa d'esser Kenyota" Grazie, il nostro futuro è luminoso.

6 Preghiere e frequenti visite:

Grazie per le Sue preghiere e per le frequenti visite donateci. Ciò dimostra l'amore,l'affetto spirituale che ha per noi. Ciò è anche motivo di gioia e segno di unità. La pace e l'amore del Signore vivente sia sempre con Lei.


Grazie,grazie e benvenuta ancora.

Ti vogliamo bene.