Articolo apparso su "La Sesia "il 3
agosto 2010
Nella missione di Isiolo, in Kenia, dove operano le suore di
Loreto
Il sorriso dei bambini d’Africa
Lavarino: Il mio contributo è “informatico
Ci sono bambini poco fortunati che hanno
bisogno di aiuto e cure, esistono persone che vivono in modi completamente
diversi da quelli in cui viviamo qui: frenetici e pieni di necessità a
volte pretestuose. Ne esistono molte nel mondo e fare qualcosa per loro è
molto più semplice di quanto si creda. Le Suore di Loreto, ad esempio, in
Kenya, precisamente a Isiolo, hanno una missione dove sono state realizzate
la “Loreto
nursery e primary school” (scuola materna ed elementare alla maniera
inglese) dove è possibile adottare bambini a distanza. La formula con cui i
bambini vengono adottati viene chiamata tecnicamente “sponsorizzazione”,
è una forma di aiuto personalizzato: un semplice rapporto di amicizia fra
con il bambino o i bambini, che nasce per contribuire alla loro formazione e
istruzione scolastica o professionale, oltre al mantenimento. Questo tipo di
adozione a distanza dura un anno scolastico, che, in Kenya, coincide con
l’anno solare e può essere rinnovata annualmente.
La quota concede ai
bambini di avere la divisa scolastica, i testi di studio,
l’equipaggiamento scolastico, quaderni, cancelleria, il vitto, il
doposcuola, assistenza sanitaria, educativa, religiosa, ricreativa.
Attualmente la sponsorizzazione è devoluta a favore dei bambini assistiti
dalla Isiolo “Loreto Nursery School che poi verranno seguiti nelle altre
scuole: elementari (primary) o altri indirizzi professionali (maestri,
infermieri, segretarie d’azienda) o la scuola artigianale (muratori,
falegnami , meccanici, saldatori, sartoria).
Anche il livornese Giorgio
Lavarino è stato a Isiolo dal 1 al 15 giugno per dare una mano ad elaborare
due database per la gestione dei nominativi dei bambini e dei ragazzi, uno
per gestire la scuola e uno per le adozioni. “E’ stata un’esperienza
molto profonda – racconta – e non è semplice parlarne senza cadere
nella tentazione di mostrarsi. Io vorrei parlare di cosa vuol dire lasciare
il cuore libero e cercare di aiutare gli altri. Vorrei lasciare una
testimonianza utile anche a chi ha un po’ di diffidenza, a chi pensa che
donare non serva a niente. Da tanti anni volevo fare qualcosa di questo tipo
e mi è capitata l’occasione con le Suore di Loreto; io in realtà mi ero
offerto per un lavoro manuale e poi Suor Giovanna mi ha proposto di fare
qualcosa perché le Suore possano gestire le schede delle adozioni con
il computer
, visto che me ne intendo di informatica. Di lì è nata anche l’esigenza
di fare qualcosa per la segreteria della scuola, per permettere a questa di
gestire le iscrizioni di ogni anno scolastico con un programma informatico
che consenta di conservare e consultare agevolmente i dati e di non doverli
ricaricare sempre tutti all’inizio di ogni anno scolastico”.Lavarino
racconta che una volta arrivato ad Isiolo ha capito che ciò che è
fondamentale è aiutare la gente del posto, un aiuto che non consiste nel
dare soldi, ma nel dare l’opportunità di guadagnare. Le Suore di Loreto
aiutano le persone facendo proprio questo.“Mi ha impressionato molto
vedere le bidonvilles in cui abitano queste persone semplici - aggiunge
Lavarino - e poi constatare con quanta cura tengono i loro vestiti
“belli” da mettere per andare a messa o quelli che coloro che fanno gli
impiegati utilizzano per andare al lavoro. Mi hanno raccontato che li
tengono dentro delle casse di ferro e sono molto attenti a tenerli bene.
C’è un senso diverso del vivere, le condizioni di vita sono come quelle
che c’erano da noi più di sessant’anni fa. L’acqua si va a prendere
con le taniche e la luce e le case in mattoni sono privilegi di pochi. I
bambini giocano con una palla fatta di stracci e le bambine saltano la
corda; e sempre sorridono. Hanno qualcosa che noi abbiamo perso: il senso di
vivere con poco e recuperare; nulla di ciò che esce dalla tavola va
sprecato. La messa dura due ore” spiega ancora “ed è un insieme di
canti e balli, è molto vivo il senso della comunione tra le persone e
partecipazione. Al nostro arrivo durante la messa siamo stati presentati a
tutti”. Poi passa a raccontare delle scuole. La primary school è
frequentata da bambini di età dalla nostra prima elementare alla terza
media e fin dalla nursery school (la nostra scuola materna) hanno
la divisa. Oltre
a questa esperienza Lavarino ha avuto la possibilità di fare un safari
fotografico nella foresta equatoriale. “Ho riscoperto il silenzio e le
stelle” conclude, ringraziando le Suore e, in particolar modo, Suor
Giovanna per avergli dato la possibilità di fare questa bellissima
esperienza e
Suor Maria
Luisa per averlo “sopportato” per 15 giorni.
Infine ricorda l’e-mail
della missione di Loreto per chi fosse interessato: missioneloreto@alice.it e
l’indirizzo del sito www.adozioniloreto.org.
Elena Furini