VISITA DEL CONSIGLIO GENERALIZIO  IN KENYA


 

È stata certamente un’esperienza singolare, carica di avvenimenti e di sentimenti intensi, che ognuna porterà dentro a lungo e da cui cercherà di trarre discernimento e luce per il cammino della propria vita.

Non è possibile raccontare tutto. Mi limiterò a qualche evento più rilevante.

Prima tappa a Isiolo, dove erano presenti la Madre, le quattro Consigliere, tutte le suore presenti in Kenya, le juniores e la novizia, per una Tre Giorni di Formazione sul tema della Consacrazione Religiosa e il significato dei voti, guidati dal missionario Comboniano, P. Guido. Nonostante la difficoltà della lingua è stato possibile riflettere e condividere insieme a lungo, affrontando varie problematiche anche in vista del futuro sia per la vita delle suore che delle varie attività.

A causa delle abbondanti piogge, che comunque colà sono sempre una desiderata benedizione, abbiamo fatto l’esperienza del matope, ossia del fango. Il Parroco di Kibirichia, dove, forse tra non molto, tre nostre sorelle saranno presenti, desiderava farci gustare la bellezza di un angolino della sua parrocchia in montagna. Purtroppo nel bel mezzo di una salita ci siamo letteralmente impantanate e costrette a fare dietro front. Poco prima avevamo vissuto l’avventura di dover parcheggiare all’inizio del paese, vestirci di tutto punto con tanto di stivali per poter arrivare alla chiesa per la Messa domenicale. Non sono mancate scenette assai buffe.

Nel frattempo tutti erano in attesa dei risultati scolastici (in Kenya l’anno scolastico finisce a Novembre e riprende con Gennaio) in quanto nella nostra Primary School, per la prima volta c’erano i ragazzi dell’ottava classe, che davano gli esami. Esiti positivi, anzi tra i migliori del distretto. Tre dei nostri studenti avendo ottenuto un punteggio alto sono stati invitati a proseguire gli studi in scuole di notevole prestigio. Oltre alla loro soddisfazione, ne deriva certamente un incoraggiamento per tutti gli insegnanti.

Il 9 gennaio eravamo quasi tutte a Nairobi nella Casa di Formazione, per la Prima Professione di Josephine. È stata una celebrazione semplice, ma molto partecipata, vivacizzata da canti e danze come solo loro sanno fare, con un pranzo condiviso sotto la tenda.

Degna di nota è l’omelia in tre lingue: Padre Guido parla dapprima in Inglese, una sorella traduce in Kiswaili e alla fine lui riassume in italiano. Poiché ci sembra una meditazione significativa per tutti la riportiamo quasi per intero, come augurio per la prossima Pasqua.

«Dopo varie esperienze e diversi anni di formazione, oggi Josephine decide il suo futuro cammino con la Prima Professione Religiosa. È un momento importante per lei, per la comunità delle Suore di Loreto e per la sua famiglia. Possiamo immaginare i suoi sentimenti di gioia, accompagnati da un po’ di ansia e timore. Ma una domanda nasce spontanea in noi: qual è il significato di questo evento davanti a Dio e alla società?

La Parola di Dio di questa eucaristia ci aiuta a penetrarne il significato centrale.

Vorrei sottolineare tre importanti aspetti che ci aiutano a capire la scelta di Josephine:

©   Il grande amore di Dio per noi attraverso Gesù motiva Josephine ad amare gli altri nello stesso Spirito del Signore.

©   Nell’amore non c’è paura. Il vero amore vince la paura. Josephine sente il coraggio dell’amore nel rendersi disponibile a Dio e agli altri.

©   Gesù camminando sulle acque, simbolizza la sua vittoria su ogni umana situazione, e dice oggi a Josephine: “Coraggio, sono Io, non avere paura”.

Dio ci ama moltissimo. Josephine deve aver esperimentato questo amore in diversi modi. L’amore di Dio ha guidato i suoi passi a lasciare la famiglia per prepararsi come catechista ed essere in tal modo disponibile a proclamare la Parola di Dio alla gente. In seguito ha incontrato le Suore di Loreto. Negli anni di Formazione ha esperimentato l’importanza e il primato di Dio nella sua vita. Il Signore l’ha sostenuta. E lei ha sentito l’amore di e per Gesù. Talora ha avvertito l’ispirazione dello Spirito Santo in situazioni dove, umanamente parlando, lei non sarebbe stata capace di decidere e scegliere.

La prima lettura ci dice che “Nessuno ha mai visto Dio”. Eppure molti dicono di essere stati toccati da particolari esperienze spirituali. Ci sono movimenti cristiani e di altre religioni che asseriscono di avere una speciale relazione con Dio. Nel campo religioso vediamo anche delle degenerazioni e delle aberrazioni, come certe forme di fondamentalismi o altre distorsioni in nome di Dio. No nessuno ha mai  visto Dio. Come possiamo dar credito a Josephine? La sua è una scelta vera di Dio e per Dio? E se per caso tutto fosse una grande illusione? Come giudicare le persone che dicono di conoscere, esperimentare Dio e decidere in vista di Lui?

C’è un solo modo, quello suggerito dalla prima lettura: l’amore al prossimo. “Come puoi amare Dio che non vedi se tu non ami il prossimo che vedi?” scrive S. Giovanni. L’amore a tutti, graditi e non graditi è il segno che lo Spirito di Dio vive e agisce in noi. Lo dice Gesù nel discorso della montagna: “Se ami soltanto i tuoi amici, che cosa fai di speciale? Non fanno così anche i pagani?”. Gesù invita i suoi discepoli ad essere “perfetti” nell’amore come Dio, che dà sole e acqua sia a buoni come ai cattivi.

La Professione religiosa è un segno trasparente dell’intimo legame tra l’amore a Dio e l’amore al prossimo. Josephine prende i Voti per testimoniare al mondo che lei ha esperimentato il primato di Dio nella sua vita e vuole esprimere nell’amare gli altri incondizionatamente, quanto Dio li ami.

Nell’amore non c’è paura. Il vero amore sconfigge la paura. Abbiamo paura delle difficoltà, della sofferenza, delle incomprensioni, delle situazioni che sentiamo troppo pesanti per noi. Ci sentiamo talora incapaci di affrontare certi problemi e certe persone. Josephine incontrerà certamente tali situazioni e potrebbe essere tentata di tirarsi indietro, scoraggiata, e frustrata come i due discepoli di Emmaus che avevano posto tutta la loro speranza in Gesù e alla fine tutto è apparso un terribile fallimento.

L’amore a Dio e l’amore agli altri che Josephine sente in se stessa oggi diventerà il motore, la forza che la renderà capace di affrontare situazioni e persone con fiducia. L’amore vince la paura.

Josephine, più l’amore di Dio cresce in te e meno avrai paura. Con i tuoi primi Voti tu vuoi dire a tutti noi e al mondo intero che tu confidi nell’amore di Dio e nell’amore per il prossimo sopra ogni altra cosa: sopra i tuoi limiti e quelli altrui, sopra qualsiasi difficoltà che incontrerai. I tuoi primi Voti sono come una firma che tu poni sono un valido assegno che contiene il tesoro dell’amore di Gesù che vince fino alla morte.

Gesù che cammina sul lago e viene scambiato per un fantasma dai discepoli intimoriti è una icona che descrive la vita religiosa di Josephine. La barca è il simbolo della comunità religiosa delle Suore di Loreto. Josephine è dentro questa barca. Dovrà sostenere molte lotte con se stessa, con i membri della comunità, forse anche con le superiore e con la gente. Potrebbe sentirsi stanca di remare, ma cercherà di andare avanti. Il vento contrario, ossia le varie sfide la metteranno alla prova. Le acque agitate del lago sono il simbolo delle difficoltà e tentazioni che Josephine incontrerà. Ma Cristo sarà sempre presente nella sua vita in qualsiasi situazione. Egli è il Signore Risorto che ha vinto la morte, il peccato e ogni tentazione. Non lo potrà vedere chiaramente. Le difficoltà e le tentazioni come acque impetuose annebbiano la vista e mettono alla prova la fede. Ma in tutte queste situazioni, Cristo, il Signore della tua vita ti dirà: “Josephine, coraggio! Sono Io non avere paura”.

Anche Pietro si mette a camminare sulle acque verso Gesù. Ma appena guarda a se stesso la paura lo assale e comincia ad affondare. Se guarda con fiducia verso Gesù, può invece continuare a camminare sull’acqua.

Josephine, non avere paura, sii coraggiosa nella tua vita religiosa. Non guardare a te stessa, ai tuoi limiti e paure, ai limiti altrui o eventuali conflitti. Guarda a Gesù davanti a te e in te anche se non lo vedi chiaramente. Se tu continui a guardare a Lui, lo sentirai vicino nella tua barca, come amico e compagno del tuo viaggio nella vita. E allora il vento cesserà. Le acque si calmeranno: le difficoltà non sembreranno così grandi come a prima vista.

Cristo è il tuo pane di vita per il viaggio. Egli moltiplicherà il tuo coraggio e la tua forza. Egli spezza e condivide se stesso come pane di vita quando tu sarai stanca. Resterà con te nella strada polverosa della vita. Insieme con lui offrirai la tua vita in sacrifico a lui e ai fratelli. L’Eucarestia che celebrerai nella tua vita è questa vittoriosa partecipazione con Gesù. Con Lui tu muori alle tue paure e agli interessi egoistici per risorgere con Lui in amore, coraggio, fiducia e determinazione. La Parola di Dio e l’Eucarestia ti accompagnino ogni giorno. In essi troverai la forza, la luce e l’energia necessarie per continuare il tuo viaggio di amore a Dio e agli altri sorridendo anche quando avresti voglia di piangere.

h      Ci sono quelli che danno poco del molto che hanno, per essere riconosciuti e questo  segreto desiderio corrompe tale dono .

h      Ci sono quelli che hanno poco e lo danno tutto. Essi credono nella vita e nella generosità e la loro borsa non è mai vuota.

h      Ci sono quelli che danno con gioia e tale gioia è la loro ricompensa.

h      E ci sono quelli che danno nella sofferenza e la sofferenza è il loro battesimo e queste spine portano molto frutto.

h      Ci sono quelli che danno senza fatica, senza autosufficienza o orgoglio e non cercano gratificazione. Come rose profumate spandono fragranza. E attraverso le loro mani Dio parla e dietro i loro occhi sorride alla terra.

Con queste belle parole di Gibran, poeta Libanese, termina l’omelia.

Con l’augurio di essere anche noi “il buon profumo di Cristo” che sa diffondere pace e speranza continuiamo a pregare per tutti coloro che in Kenya stanno lavorando in favore della riconciliazione e per il progresso di questo popolo.

 

Sr. Lucia Mainardi