Di ritorno dal Kenya
Ancora una volta l’impatto con il luogo e la gente è stato forte ed emozionante: è bastato guardarci intorno per constatare condizioni sociali ed economiche di arretratezza e disagio. La povertà e la miseria sono notevoli. La siccità di quest’anno ha procurato molti problemi, quali l’impossibilità di coltivare fagioli e mais, che sono gli alimenti base per la gente del posto.
Non sono mancate pure le tensioni fra
le varie tribù, che hanno procurato liti ed uccisioni di persone deboli ed
indifese.
Durante la nostra permanenza abbiamo
incontrato diverse realtà bisognose di aiuto: un centro per anziani e
disabili gestito dai Fratelli di Madre Teresa di Calcutta; una Missione
gestita da Suore indiane nella quale erano presenti circa trenta bambini
affetti da malattie psichiche e motorie. Ad entrambi abbiamo testo la nostra
mano, cercando di sopperire in parte alle loro difficoltà economiche. Non
sono certamente mancati i poveri delle capanne: anche a loro è arrivato il
nostro aiuto.
Di fronte a queste realtà ci siamo
posti tanti interrogativi, alcuni senza risposta. Ci siamo sentiti
privilegiati, fortunati, ma forse anche incontentabili.
Abbiamo, è vero, aiutato questi
nostri fratelli, ma da loro abbiamo ricevuto di più: la loro stretta di
mano, i loro canti, le loro danze durante la celebrazione dell’Eucaristia,
il sorriso di tanti bambini, ci hanno riempito il cuore e ci hanno fatto
comprendere che la vera felicità è quella che si prova nell’aprirsi e
nel donarsi agli altri.
Gli amici di Isiolo.