Anche quest’anno 2010 , come alcuni di
voi sono a conoscenza, ottobre è il mese nella nostra presenza ad Isiolo
(Kenya) presso la Missione gestita dalle Suore della Congregazione di
S.Maria di Loreto, Suore che, per parecchi anni, hanno operato nella
Parrocchia San Carlo Borromeo di San Giuliano Milanese.
Ancora una volta l’impatto con il luogo e la gente è stato forte ed emozionante: è bastato guardarci intorno per constatare condizioni sociali ed economiche di arretratezza e disagio. La povertà e la miseria sono notevoli. La siccità di quest’anno ha procurato molti problemi, quali l’impossibilità di coltivare fagioli e mais, che sono gli alimenti base per la gente del posto.
Non sono mancate pure le tensioni fra le
varie tribù, che hanno procurato liti ed uccisioni di persone deboli ed
indifese.
Durante la nostra permanenza abbiamo
incontrato diverse realtà bisognose di aiuto: un centro per anziani e
disabili gestito dai Fratelli di Madre Teresa di Calcutta; una Missione
gestita da Suore indiane nella quale erano presenti circa trenta bambini
affetti da malattie psichiche e motorie. Ad entrambi abbiamo testo la nostra
mano, cercando di sopperire in parte alle loro difficoltà economiche. Non
sono certamente mancati i poveri delle capanne: anche a loro è arrivato il
nostro aiuto.
Di fronte a queste realtà ci siamo
posti tanti interrogativi, alcuni senza risposta. Ci siamo sentiti
privilegiati, fortunati, ma forse anche incontentabili.
Abbiamo, è vero, aiutato questi nostri
fratelli, ma da loro abbiamo ricevuto di più: la loro stretta di mano, i
loro canti, le loro danze durante la celebrazione dell’Eucaristia, il
sorriso di tanti bambini, ci hanno riempito il cuore e ci hanno fatto
comprendere che la vera felicità è quella che si prova nell’aprirsi e
nel donarsi agli altri.
Gli amici di Isiolo.
TESTIMONIANZA DI GIUSEPPE - 30.03.2006 -
Dopo dodici mesi di attesa è arrivato il momento tanto atteso della partenza per il Kenya. Mi dispiace che anche quest’anno non sappia parlare inglese. Con il mio lavoro non ho trovato nessuno disponibile al sabato sera, o domenica mattina per insegnarmelo. In quanto al viaggio, togliendo qualche ritardo per il maltempo a Bruxelles, è andato tutto bene.
Al mio arrivo a Nairobi alle 21.05 mi guardavo in giro per vedere se riuscivo a vedere Siro, Italo, Giorgio e quando sono arrivato in fondo al corridoio me li sono trovati lì ad aspettarmi, ero contento di averli visti, li ho salutati, perché loro dovevano salire a bordo; all’uscita ho visto Suor Maria Loreta, Angere e Suor Flavia e,come l’anno scorso... pioveva.
Al mattino, dopo tutte le commissioni, ci siamo avviati per Isiolo, io stavo molto attento se vedevo dei cambiamenti, ma tutto era come l’anno precedente.
Quando però sono arrivato a Isiolo e sono andato a vedere i lavori da Suor Maria Loreta sono rimasto pietrificato, volevo parlare con lei e non ci riuscivo per il magone e le lacrime che mi uscivano.
Che tristezza il vedere dopo tanti sacrifici l’insuccesso delle suore e dei poveri operai che sono anche sotto terra 8 metri per rinforzare la casa. Siccome da Suor Maria Loreta era impossibile la permanenza sono andato da Suor Flavia a Isiolo 2 (asilo) dove le suore e le novizie mi hanno accolto bene.
Il mangiare ottimo, la pulizia anche, io essendo già abituato ad adeguarmi alle regole dei monasteri, al mattino andavo con loro per le Lodi e la Messa. Spero di essermi comportato correttamente in tutto.
Comunque dopo la morte del Vescovo Locati io penso che le Suore, qui a Isiolo, abbiano ancora più problemi di prima.Spero che con l’entrata del nuovo Vescovo qualcosa cambi per le Suore e la comunità cristiana.
Io sono rimasto stupito anche quest’anno del lavoro delle suore; l’anno scorso avevo visto quanti grattacapi aveva Suor Maria Loreta e come Suor Gigliola era premurosa in cucina e in cucito; quest’anno sono rimasto stupito di Suor Damaris sempre attenta e sorridente, Suor Flavia, Suor Giovanna e Suor Maristella, sempre in movimento (mi sembrava di vedere un formicaio sempre di corsa avanti e indietro).
Io penso che il loro momento di riposo e serenità ce l’hanno quando pregano.
Ringrazio Suor Giovanna e Suor Flavia che mi hanno lavato e stirato la biancheria e non mi hanno mai fatto mancare niente. Ritornando a Isiolo ho già visto i lavori che ci saranno da fare il prossimo anno,sperando che la mia ditta mi dia ancora un mese di vacanza. Ringrazio la Madre, Suor Maria e tutte le che non ho nominato, ma nel mio cuore c’erano anche loro.
Grazie di cuore,Giuseppe Melogno (volontario ad Isiolo)
Tanti sono stati gli sforzi della nostra comunità per poter dare un aiuto concreto alle
suore di Isiolo in Kenya, per la costruzione della nuova scuola elementare, e tanto è stato lo stupore nel vedere quasi ultimata la prima fase del progetto.
Il Natale 2001 ci ha portato un grosso regalo: quello di poter condividere con i bimbi di Isiolo il grande mistero dell'incarnazione.
E così che abbiamo potuto trascorrere dei giorni stupendi lavorando nei nuovi stabili e aiutando le suore a preparare l'inizio dell'anno scolastico che coincide con l'inizio del nuovo anno.
Molto importante è stato vedere come gli aiuti che abbiamo spedito a questa comunità siano stati fatti fruttificare e i risultati sono visibili e già utili a quasi 100 bambini che possono iniziare la prima elementare nella missione.
La scuola non è solo il prezioso strumento per poter crescere e avere la possibilità di "vedere orizzonti diversi", ma anche il luogo dove le suore riescono a garantire un pasto giornaliero sicuro, cosa che la famiglia non sempre si può permettere.
La comunità religiosa gestisce anche le adozioni a distanza, solo mezzo per poter continuare a garantire questi servizi a questi bimbi poveri.
È grande la riconoscenza da parte delle famiglie che hanno un bambino adottato a distanza, ed è bello vedere che i nostri sforzi aiutano veramente molte persone e permettono ai bambini di poter guardare avanti con occhi carichi di speranza.
Molte volte le suore di Isiolo ci hanno detto di portare i loro più cari saluti e sentiti ringraziamenti alla comunità di Dairago che ricordano molto di frequente nelle loro preghiere e a noi non resta che il piacere dì girare questi saluti confermando che il pensiero della nostra comunità e il nostro sostegno riescono a cambiare in meglio la vita di molti bambini dando loro una speranza per il futuro.
Raffaella e Massimo
Quando una donna di 61 anni, in salute, rimane sola, il marito è mancato, i figli sposati, che cosa fa? Questa domanda me la sono fatta per Natale, durante la Quaresima ho parlato con una suora della Comunità di Loreto che conosco da tempo, mi fa conoscere Sr. Maria Volpato che molto lavora per le Missioni.
Per Pasqua mi dicono: c e una suora che va a Isiolo alla fine di maggio; detto fatto decido: ci andrò anch'io. Mi chiedo ora il perché di questa scelta: non lo so! E' stata un'esperienza. Non si può cambiare il mondo, è meraviglioso così come è, si può solo donare un
personale contributo, anche se piccolo.
Conoscere gente nuova, diversa, ed essere loro utile, non è una scelta avventata, c'è sempre un perché, è importante trovarlo.
Forse io l'ho trovato, mi è venuto in mano il libretto delle festività dell'anniversario del 10 centenario della fondazione delle Suore di Loreto e ho desiderato condividere la loro ansia missionaria.
Il mio aiuto è come "l'obolo della vedova"; io non dispongo di denaro, ma posso dare un po' del mio tempo, per cucire divise a quei bambini che frequentano l'asilo delle suore di
Isiolo.
Quei loro grandi occhi ci vuole poco per farli brillare di gioia: una canzone in italiano, un sorriso, durante un incontro casuale, questo nulla che tu dai, rimane in te così forte che non ti va più via dalla mente, il tuo pensiero è un desiderio forte di ritornare. Non è il solito "mal d'Africa", è il bisogno di essere cittadini del mondo.
Sono piena di gioia e la vorreì comunicare a molti.
Pia Molin Pradel
Io, Nonna Rosy, non avrei mai immaginato che a 62 anni avrei visto l’Africa. E pensare che non mi sono mai mossa dal mio paese.
Un giorno, devo dire "fortunato", ho conosciuto Giulia, una ragazza dolce e simpatica che per differenza di età poteva essere mia figlia. Così, parlando, decidiamo di fare questa avventura insieme e di visitare il Kenya. Tutto questo si è poi rivelato qualcosa di positivo e bellissimo, insomma, un’esperienza indimenticabile che poi abbiamo rifatto, si,perché ci siamo tornate. E’ vero, esiste il mal d’Africa, ma Africa è anche d’amore.
Le nostre suore che ci hanno ospitato, si prodigano in aiuto altrui senza risparmiarsi. Ho conosciuto persone povere, che si accontentano di poco eppure sono felici. Insomma questa è la vera Africa, dove si vive con niente. Grazie alle suore ho adottato una bimba e, se tutto va bene, spero di tornarci al piu’ presto.
Oggi, a 65 anni e nonna di quattro nipotine, sono felice di questa esperienza perché ho avuto anche l’occasione di conoscere e abbracciare la bambina che sto aiutando.
Ringrazio le suore di Loreto per l’ospitalità e per la bellissima esperienza che posso raccontare.
Le penso sempre.
Nonna Rosy.